Vendono uno degli ultimi campetti di calcio di periferia. Perché?

Franco Zanellati Volontario di UISP ( unione italiana sport per tutti) si interroga sul sistema che permette allo sport “professionistico” di usare in esclusiva impianti sportivi che sono di tutti

Caro Direttore, 
i consiglieri comunali varesini (tranne due voti contrari , una astensione, e una finta opposizione) hanno deliberato l’ennesima spesa pubblica per lo stadio di calcio, con la scusa della squadra del cuore, si spendono montagne di soldi pubblici per creare le migliori condizioni per lo sport professionistico.
Come contraltare si vende uno degli ultimi campetti di calcio periferici (vedi la bella lettera di Michela Barzi). È lecito, o meglio , è ETICO continuare in questo modo? Penso proprio di no,  lo sport super professionistico, quello dei grandi sponsor, uno sport che sarebbe più giusto catalogare come “ spettacolo” , spettacolo teatrale, circense ,ecc. dove le prestazioni atletiche esasperate al massimo livello devono produrre il risultato che lo sponsor pretende, risultati che servono a compensare l’investimento economico fatto, non importa se il prezzo pagato dall’atleta può causare anche la morte ( vedi doping) o altre invalidità anche permanenti , in nome del “Dio Danaro” tutto è lecito , per “gloria e fama” tutto è possibile, è dimostrato che l’eccesso di agonismo produce danni irreparabili nel fisico dell’atleta.
Come considerare le istituzioni pubbliche proprietarie degli impianti sportivi ?? e il CONI ?? quanto meno conniventi nel creare questo clima, conniventi perché investono soldi di tutti per impianti sportivi e manifestazioni sportive destinate alla gloria di pochi , l’importante è soddisfare i bisogni dello sponsor o portare medaglie per l’orgoglio nazionale ! E cosi si concedono in uso, spesso gratuito o con cifre irrisorie, impianti sportivi in utilizzo esclusivo a società private che fanno dello sport il loro businnes, togliendo spazi vitali a chi pratica sport amatoriale, l’ultimo è il campetto di via Isolabella. Il CONI ente deputato dallo stato Italiano a gestire lo sport nazionale , utilizza il 90% dei fondi pubblici ad esso destinato , soltanto per lo sport che “porta medaglie”, destinando le briciole alla massa degli sportivi
Tra i principali colpevoli in questo che definiamo in maniera impropria sport, sono i media, TV e Giornali specializzati nello sport, media che dedicano il 99% dello spazio esclusivamente a quelle attività che fanno “odience” , a quelle attività “osannate” dal popolino medio, lasciando solo piccolissimi spazi a chi pratica discipline sportive senza “grandi sponsor” . Occorre una svolta culturale che modifichi questa impostazione di  concepire lo sport.
È evidente la carenza di impianti per lo sport amatoriale , le tante associazioni sportive dilettantistiche del territorio ogni anno , ad inizio stagione, combattono battaglie immani per spuntare “ore palestra” per svolgere le attività sportive. Ore palestra non certo gratuite, ma spesso abbastanza care, vige la regola che i comuni “devono” recuperare i costi effettivi e pertanto lo sport amatoriale “deve”, tranne pochissime eccezioni,  pagare i costi pieni.
Chissà perché la stessa logica non viene adottata per gli impianti dove si svolgono attività professionistiche, ad esempio: palazzetto di Masnago e stadio di calcio.
Forse perché i professionisti non possono pagare? una visione distorta del problema, qualsiasi attività professionistica , quindi attività lavorativa, si regge se l’imprenditore si procura tutti i mezzi per svolgere la propria attività, capannoni, uffici, ecc., chiaramente nei costi della propria attività inserirà anche i costi dei luoghi dove svolge l’attività imprenditoriale, anche nello sport professionistico “dovrebbe” essere cosi!, invece NO,  nello sport si pretende di fare business utilizzando quasi gratuitamente i “mezzi” (impianti pubblici) con cui svolgerla.
Non è forse giunta l’ora di ridimensionare tutto ciò evitando che sia sempre  la solita collettività a coprirne i costi ?
Con i soldi spesi per lo stadio quante attività di sport per tutti si potevano finanziare ?? di sicuro sistemare a norma molte palestre e campetti di calcio.
Grazie per l’attenzione
 

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Pubblicato il 14 Luglio 2010
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