Stie si difende: “Pronti a proseguire, ma il Comune ha detto no”
Parla l’amministratore delegato Pierluigi Zoncada: “Siamo costretti a ritirarci per le difficoltà economiche, ma avevamo dato la nostra disponibilità per garantire almeno un servizio ridotto”
Stie passa al contrattacco: al centro della bufera in questi giorni per l’imminente rinuncia alla gestione del servizio di trasporto pubblico, che rischia di lasciare mezza Busto Arsizio a piedi, l’azienda risponde alle critiche attraverso il suo amministratore delegato Pierluigi Zoncada. Che ripassa la patata bollente nelle mani del Comune: “Ancora una volta si vuole girare la frittata – spiega Zoncada – è vero che, a causa delle grossissime difficoltà economiche, siamo costretti a ritirarci dalla gestione del servizio, ma nella stessa lettera in cui comunicavamo le nostre intenzioni abbiamo anche dato la nostra disponibilità per garantire il servizio in attesa della nomina del nuovo concessionario, naturalmente con impostazioni e modalità diverse. Di fronte a questa nostra apertura il Comune ha risposto chiedendoci la remissione del personale e del parco veicolare”. Il sindaco Farioli ha preferito quindi esplorare strade alternative: “Gli auguro di trovarle – dice l’ad di Stie – l’importante è che siano soluzioni che consentono di mantenere lo stesso livello di servizio. Se si tratterà di continuare riducendo i mezzi o le linee, questo avremmo potuto farlo anche noi”.
L’invito dell’azienda è, comunque, quello ad abbassare i toni sulla vicenda: “Ci vorrebbe un approccio più maturo e responsabile – dice Zoncada – e bisognerebbe affrontare finalmente una valutazione congiunta della situazione, insieme al Comune, alla Provincia o comunque agli enti responsabili. Noi siamo a Busto solamente in qualità di gestori e non siamo mai intervenuti sugli orari, i percorsi, le disponibilità dei mezzi, tutte cose che dovrebbero essere ripensate con serenità: questa situazione, che al momento rappresenta un problema, può diventare un’opportunità per l’intera città”. Le motivazioni dell’abbandono da parte di Stie sono chiare: “Al momento abbiamo una perdita secca di 50.000 euro al mese, circa un euro per ogni chilometro percorso: così non si può assolutamente continuare, è fuori discussione. È una situazione che discende dal solito scarico di responsabilità: in seguito ai tagli statali, la Regione ha dovuto a sua volta penalizzare i trasporti locali, e questa decisione si ripercuote ora su Province e Comuni”. Tra le cause della crisi c’è anche una forte diminuzione degli introiti provenienti dalla vendita dei biglietti: “Non voglio entrare in valutazioni politiche che non mi competono – conclude Zoncada – ma credo che Busto sia una delle poche città in cui esistono ben 3000 tessere abbonamento annuali pagate soltanto 20 euro. Quanto alle critiche ai dipendenti, sappiamo bene che possiamo esserci delle difficoltà: abbiamo ereditato il personale dalla precedente gestione, la sua gestione richiede pazienza e attenzione”.
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