Renzi e Ambrosoli: “In Lombardia per vincere tutto”

Il sindaco di Firenze tira la volata al candidato alla Regione del centrosinistra e agli aspiranti consiglieri, deputati e senatori del Pd. Ambrosoli: "Con noi per una rigenerazione totale"

Matteo Renzi e Umberto Ambrosoli provano a dare la sveglia a Varese in un teatro Politeama traboccante di persone. Il Pd varesino contava molto su questa serata e lo stesso sarà per martedì 19 febbraio quando Bersani, alle 13, si presenterà al Museo del Tessile per parlare agli elettori di Busto. Renzi ha portato sul palco, davanti ai candidati alle politiche e alle regionali, la verve toscana e una rinnovata capacità di comunicare del partito puntando sull’impegno che il sindaco ha messo in campo per la campagna elettorale e tacciando chi aveva parlato di divisione tra renziani e bersaniani di allarmismo. Ambrosoli ha portato il piatto forte del suo programma elettorale, asili nido, attenzione alla persona e al lavoro di donne e giovani. 

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Renzi e Ambrosoli, pienone a teatro 4 di 12

In galleria campeggiava il tricolore con la scritta Varese is not Padania mentre Renzi parlava

di Lombardia e di cittadini che «questa volta hanno la possibilità di dimostrare che questa regione, oltre ad essere la più produttiva, sarà anche quella che farà la scelta più giusta». L’Ohio italiana, per Renzi, è chiamata a dare il contributo maggiore per fare in modo che anche al senato il centrosinistra abbia la maggioranza. Il sindaco di Firenze non ha mancato l’occasione per prendere di mira la Lega Nord in casa sua immaginando un siparietto tra Maroni, Calderoli e Borghezio che si riuniscono per parlare d’Europa «immaginiamo quello che possono pensare, togliamo il telepass ai caselli e rimettiamo i ponti levatoi». Anche la vecchia politica degli accordi viene colpita dalle sue parole al motto di «meno compromessi e più cose concrete».

Ambrosoli, invece, ha parlato ai varesini di «un modello di rigenerazione della politica e del mondo del lavoro agevolando le donne, equiparando i salari per evitare alla scelta obbligata di chi deve lavorare, di asili nido, di rete dell’associazionismo e crescita etica collettiva dopo una sbornia di promesse mancate». Su Finmeccanica, infine, ha parlato brevemente ai giornalisti rivolgendo l’attenzione ai lavoratori delle aziende, dopo gli arresti dei giorni scorsi: «Non voglio parlare di giustizia, a quello penserà la magistratura per appurare quanto accaduto mentre è importante preoccuparsi dei lavoratori dando continuità e un sistema di gestione funzionante ad un’importante industria che occupa tante persone». 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2013
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