Genitori di uno studente dislessico chiedono aiuto, denunciati per stalking

La denuncia è dell'Associazione Dislessia Discalculia di Lodi che supporta una famiglia del bustocco che ha deciso di sporgere denuncia, a sua volta, nei confronti dell'insegnante: "Ignorate le nostre richieste legittime"

«Aiutate nostro figlio di 15 anni affetto da un disturbo specifico dell’apprendimento», gli appelli dei genitori, reiterati nel tempo e sempre tramite gli strumenti che la scuola metteva a disposizione, non sono serviti ad ottenere i giusti metodi di insegnamento, previsti dalla legge, anzi la docente di riferimento li ha denunciati per stalking.  La denuncia è dell’Associazione Dislessia Discalculia Lodi (A.D.D.L.) che ha diffuso una nota nella quale annuncia che lo scorso 4 luglio è stata presentata, alla  procura di Busto Arsizio, denuncia/querela nei confronti di una docente di una scuola superiore della provincia di Varese da parte dei genitori di un ragazzo, certificato dislessico, che frequentava l’istituto superiore.

La stessa associazione, dal secondo quadrimestre, ha seguito e supportato la famiglia e il ragazzo diagnosticato con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). «L’A.D.D.L. grazie alla propria equipe e al team di avvocati altamente qualificati che la affiancano, ha deciso di sostenere questa famiglia in una situazione inverosimile. La famiglia del quindicenne nel pieno rispetto di quanto previsto dalla legge 170/2010 e successive linee guida 2011, che garantiscono il diritto allo studio di alunni con DSA nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana, ha avanzato le giuste richieste di applicazione di metodi di insegnamento consoni alle difficoltà del figlio, dall’insegnante in questione continuamente disattese» – scrivono.

Le richieste dei genitori venivano inoltrate con gli strumenti che la scuola aveva messo a disposizione delle famiglie per le comunicazioni, mail PEC e libretto scolastico. Nonostante ciò, la situazione di non applicazione delle norme vigenti è proseguita fino alla decisione di intervenire. Gli effetti sul ragazzo, nel frattempo, non hanno tardato a farsi sentire, generando situazioni di disagio di difficile recupero. Le conseguenti segnalazioni di tale disagio e le richieste di aiuto, comunicate dalla famiglia alla scuola attraverso i canali ufficiali, non sono riuscite ad ottenere l’applicazione dei diritti previsti.

La denuncia da parte della docente per Stalking, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, in attesa che la magistratura valuti tale denuncia, la famiglia del ragazzo ha presentato, a sua volta una denuncia nei confronti dell’insegnante, per i reati di calunnia, abuso di ufficio, maltrattamento di minore, lesioni personali colpose ai danni sia del minore che della madre. «La forza e la determinazione di tale famiglia, sorretta dalla volontà soprattutto di difendere e proteggere il figlio, è un messaggio forte per tutte le famiglie che si vedono negata l’applicazione dei diritti che la legge ha stabilito» – affermano dall’associazione. L’A.D.D.L. conclude la nota sottolineando che «a quattro anni dalla promulgazione della legge 170, è il momento di agire con segnali concreti di supporto verso i ragazzi certificati DSA e le loro famiglie».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2014
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore