“Metta i soldi nel frigorifero”, arrestato truffatore seriale

Raccontava alle persone anziane che soldi e banconote andavano messe in frigorifero per evitare che si rovinassero. L'uomo è stato arrestato dopo aver fruttato un bottino di 160mila euro

truffa anziani

Aveva trovato un metodo alquanto bizzarro e redditizio l’uomo di 43 anni arrestato per truffa a danno di anziani. Si presentava a casa loro spacciandosi per un dipendente dell’Aspem, con la scusa di dover verificare l’eventuale presenza di mercurio nell’acqua. Diceva che il mercurio avrebbe intaccato, danneggiandoli, i preziosi in oro e la filigrana delle banconote. Chiedeva quindi alle vittime di riporre tutto nel frigorifero, per poter fermare il processo di ossidazione grazie al freddo. Una volta che le vittime avevano riposto gioielli e soldi tra gli scaffali del frigo, con un preteso, le distraeva, rubava il bottino e scappava.

L’uomo, 43 anni, originario di Venaria Reale (To) e domiciliato in campo nomadi situato nella zona di Carpignano Sesia (VC), è riuscito così a farsi un bel bottino. A fermare le truffe, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Luino, con la collaborazione di agenti della Questura di Roma. L’uomo era ricercato in tutta Italia per truffe e furti ai danni di persone anziane.

Le indagini sono partite il 24 giugno del 2014, quando una donna di 90 anni, residente a Laveno Mombello, è rimasta vittima di un raggiro, costatogli quasi 50 mila euro in preziosi e denaro contante. Questo episodio è stato seguito da altri tre furti, sempre a danno di persone anziane: a Monvalle, il 18 giugno 2014, ha tentano il furto ai danni di una donna 90 enne; a Cocquio Trevisago, il 25 luglio 2014 ai danni di una donna di 77 anni a cui ha portato via 10.000 Euro in denaro e preziosi; a Bodio Lomnago il 29 luglio 2014 ai danni di una donna di 81 anni per 25.000 euro in contanti e 60.000 fra gioielli e oro.

Nei vari episodi criminosi, il soggetto, operava con tre complici (attualmente non identificati) utilizzando autovetture o motocicli con targhe falsificate. I colpi portati a compimento hanno fruttato all’uomo un bottino di almeno 160 mila euro.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Varese, Dottoressa Sara Arduini, grazie ad accurate verifiche, alla raccolta di testimonianze e all’analisi degli impianti di videosorveglianza installati dai Comuni sul territorio provinciale, hanno ben presto consentito ai militari di dare un volto e un nome al truffatore, ben noto alle forze dell’ordine per fatti analoghi. Partendo dai primi elementi, i carabinieri sono riusciti ad estrapolare dagli impianti di videosorveglianza quanto necessario per sviluppare in seguito gli accertamenti che, infine, hanno condotto all’identificazione di C.B. a carico del quale il magistrato inquirente, ha richiesto ed ottenuto un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere. L’uomo è stato arrestato a Roma dove ha tentato di fuggire, una volta iniziate le indagini.

I carabinieri di Luino invitano le persone che eventualmente avessero subito analoghi reati a prendere contatti con personale del Nucleo Operativo, chiamando al nr. 0332/542900.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Marzo 2015
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