Via al restauro del Sant’Agostino di Floriano Bodini

In molti da tempo chiedevano un intervento sostanziale per riportare all’antico splendore questa opera realizzata dall’artista gemoniese

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La statua di Sant’Agostino rivivrà. Dopo anni di abbandono e degrado, con qualche furbo che si è anche spinto a fare graffiti sulla statua posata nel 1986 a Casciago, all’angolo tra via Sant’Agostino e via Santa Monica, il Comune di Casciago ha stanziato i fondi per il restauro dell’opera di Floriano Bodini, intitolata “Il fanciullo sulla spiaggia” o “Fonte di Sant’Agostino”.

La statua è stata transennata e i lavori partiranno la prossima settimana (dal 12 settembre), a cura di una restauratrice varesina cui sono stati affidati i lavori.

In molti da tempo chiedevano un intervento sostanziale per riportare all’antico splendore questa opera realizzata dall’artista gemoniese. Lo stesso Comune di Casciago ha voluto intervenire andando incontro a queste richieste, proprio nell’anno in cui cade il 30esimo anniversario dalla posa. L’amministrazione comunale ha così stanziato i 7500 euro utili al restauro, mentre la Pro Loco casciaghese, insieme al Museo Bodini e alla Fondazione Comunitaria del Varesotto provvederà a stilare un ricco calendario di eventi culturali per celebrare l’evento.

Calendario che per ora rimane top secret e che sarà reso noto a breve. Di certo c’è che gli eventi si susseguiranno circa da metà ottobre, quando l’opera sarà terminata e potrà essere vista e riscoperta in tutta la sua bellezza. Per la felicità dei casciaghesi e di tutti coloro che apprezzano l’arte e la bellezza.

Ecco alcune note sull’opera:

Lo scultore Bodini, che appartiene alla corrente del “realismo esistenziale”, ha prodotto questa originale scultura nel 1986 per il Comune di Casciago. L’opera, piuttosto massiccia, richiama la leggenda medioevale del fanciullo su una spiaggia che cerca versare in una buca tutta l’acqua del mare. Agostino, che Bodini non ha rappresentato, lo avrebbe ripreso spiegandogli l’impossibilità di una tale iniziativa.

Al che il fanciullo avrebbe ribattuto ad Agostino che sarebbe stato impossibile anche per lui comprendere la natura della Trinità divina. L’opera di Bodini è stata realizzata nell’ambito delle celebrazioni agostiniane del 1986.

L’episodio descritto in questa leggenda è abbastanza noto: Agostino, grande indagatore del problema del Bene e del Male, un giorno passeggiava per una spiaggia quando incontrò un bambino-angelo che con un secchiello prendeva dell’acqua di mare e la versava in una piccola cavità nella sabbia. Alla domanda del Santo su che cosa stesse facendo, il bambino avrebbe risposto che voleva porre tutto il mare dentro quel buco. Quando il Santo gli fece notare che ciò era impossibile, il bambino avrebbe replicato che così come non era possibile versare tutto il mare dentro la buca allo stesso modo era impossibile che i misteri di Dio e della SS. Trinità entrassero nella sua piccola testa di uomo.

Ciò detto sparì, lasciando il grande filosofo nell’angoscia più completa. Secondo il parere di alcuni studiosi di parabole e leggende la narrazione potrebbe essere considerata un sogno effettivamente fantasticato dal Santo. Altri aggiungono che forse il colloquio non si sarebbe svolto esattamente come è stato raccontato, perché, prima di sparire, il Santo aveva potuto a sua volta replicare che la risposta non lo convinceva, in quanto – avrebbe obiettato – il mare e i misteri di Dio sono due realtà assai diverse.

Pur impossibile, sarebbe stato teoricamente verosimile immaginare il versamento del mare in una buca e allora allo stesso modo si sarebbe potuto supporre che i misteri divini avrebbero potuto entrare in un cervello umano adatto allo scopo e se l’uomo non aveva ricevuto una mente con tali qualità la colpa sarebbe da imputare a Dio, che non aveva appunto voluto che i suoi misteri fossero concepiti dall’uomo, per lasciarlo nell’ignoranza e nel dubbio più atroci.

“Perché Dio non vuole essere capito?” avrebbe domandato il Santo al pargolo divenuto improvvisamente pensieroso. “Te lo dimostro subito” rispose il bambino dopo un momento di perplessità e così, mentre parlava, con il secchiello divenuto improvvisamente grandissimo e mostruoso, in un sol colpo raccolse l’acqua del mare, prosciugandolo, e la pose nella buca, che si allargò a dismisura fino ad inghiottire il mondo. A quella vista il Santo si svegliò con le lacrime agli occhi e capì.

Da Associazione Storico-Culturale S. Agostino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 settembre 2016
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