“Su quel ponte c’è il divieto ma i camion passano lo stesso”

Nell'inverno 2016, dopo che erano comparse alcune crepe, era stato introdotto il divieto di transito per mezzi pesanti sul ponte-diga di Porto della Torre, costruito nel 1942. Il cartello c'è ancora, ma i camion passano lo stesso

Generico 2018

Il passaggio dei camion, in barba al divieto, è talmente frequente che – casualmente – è finito persino nelle foto di Google Street. Basta cercare “Porto della Torre” e posizionare il segnalino sul lato piemontese del ponte-diga, sulla strada che collega Somma Lombardo e Varallo Pombia.

I cartelli con il divieto di transito ai camion sono stati posati due anni fa, nell’inverno del 2016-2017, previsti dall’Anas dopo che erano comparse alcune fessurazioni nella struttura della struttura realizzata nel 1942. Peccato che sul ponte transitino in continuazione mezzi pesanti.

«Il divieto non viene rispettato in alcun modo e praticamente ogni volta che lo percorro mi ritrovo a transitare sul ponte assieme a mezzi pesanti» racconta Alberto, un nostro lettore. «Anche questa mattina ho percorso il ponte in direzione Piemonte alle spalle di un autobus e nel centro del ponte lo stesso si è incrociato con un camion per trasporto inerti (carico), e posso assicurare che situazioni di questo genere si possono riscontrare continuamente».

Il tema non è nuovo, era già emerso in passato e soprattutto dopo la tragedia di Genova e il nuovo round di verifiche sui ponti e i viadotti in giro per l’Italia. «Non sono particolarmente intimorito per la sicurezza, ma mi trovo davvero molto infastidito dal fatto che nessuno si ponga il dovere di far rispettare i divieti che sono stati posti» scrive il nostro lettore. Chi deve vigilare? Anas? I Comuni? Tra chi aveva posto la questione, due mesi fa, c’era proprio il sindaco di Varallo Pombia, lato piemontese del ponte: «È vero che alle amministrazioni comunali era dato il compito di sorvegliare sul rispetto del divieto, ma mi chiedo come sia possibile farlo 24 su 24» spiegava alla Stampa di Torino Alberto Pilone, primo cittadino del comune novarese. Che già ad agosto lamentava la mancanza di informazioni a un anno e mezzo dal primo allarme: «A oggi Anas non ci ha comunicato nessun risultato delle verifiche effettuate e soprattutto dei provvedimenti adottati per superare le criticità riscontrare. Cosa dobbiamo dedurne? O che le analisi strutturali fino a oggi non sono state fatte oppure che a non essere stati fatti sono gli interventi necessari per la messa in sicurezza. Nei due anni dall’emissione dell’ordinanza, quanti mezzi pesanti hanno continuato ad attraversare il ponte?».

Evidentemente il transito continua ancora oggi. Il Comune di Somma Lombardo – lato lombardo del ponte, appunto – aveva ipotizzato che i mezzi pesanti fossero (marzo 2017) il 5% del traffico complessivo. C’è però anche un dato specifico sulle sanzioni: una ventina, dall’inizio del 2018, sul solo lato lombardo.

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Pubblicato il 23 ottobre 2018
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