Freelance: nuove mappe e nuove traiettorie per giornalisti

Orientato al futuro, tra riforma fiscale, aggiornamento continuo e skills digitali l'incontro "Una vita da Freelance: diventare auto imprenditori" di giovedì pomeriggio al Santuccio

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Più precaria e meno remunerativa, la professione del giornalista è al tramonto? Non è detto: “Dobbiamo tracciare nuove mappe dei nostri orizzonti professionali, intraprendere nuove traiettorie”.
Ad affermarlo al Teatrino Santuccio è stato Fabio Benati (già componente dell’Osservatorio deontologia dell’Ordine nazionale dei giornalisti), che si è presentato alla platea di Glocal come “un panda”: “Ho un contratto giornalistico da articolo 1. Un inquadramento che, come me negli enti regionali hanno solo 137 giornalisti in tutta Italia”.
A tracciare lo scenario alcuni numeri eclatanti: i giornalisti dipendenti sono una netta minoranza, ma il loro reddito è 5 volte superiore a quello dei freelance che, nel 82,7% dei casi dichiarano meno di 10mila euro l’anno (fonte Ordine dei giornalisti).
“Per uscirne bisogna guardare al futuro dei nuovi prodotti digitali da interpretare con nuove skills e doti proprie della professione, strizzando l’occhio alle professioni digitali del prossimo futuro: User experience specialist, Social media marketing manager, Seo specialist, Brand jornalism, Web Analyst, Visual storyteller”, solo per citarne alcuni. “Bisogna studiare, aggiornarsi, specializzarsi”, ha detto.

A fornire alcuni punti di riferimento validi per intraprendere questi nuovi percorsi attraverso auto-impiego o auto-imprenditorialità è stata Vera Stigliano, presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese. “Le opportunità non mancano, ci sono bandi e sovvenzioni erogati a diverso livello, da quello europeo alle Camere di commercio territoriali, passando per bandi nazionali e regionali – ha detto – Ma sono opportunità, per coglierle servono idee”.
Che poi si scelga di fondare una start up, una cooperativa oppure aprendo una partita Iva in regime forfettario o dei minimi, attenzione: “Le regole valide oggi potrebbero cambiare con l’inizio del nuovo anno per effetto della Flat tax allo studio del governo”.

Una rivoluzione fiscale annunciata, che però deve poggiare su una rivoluzione innanzi tutto culturale: “Siamo freelance, parola rispettatissima in tutto il mondo, mentre qui dobbiamo riaffermare il nostro ruolo, con ostentato orgoglio professionale”, ha affermato Barbara Reverberi di Freelance network. “Il nostro è un lavoro che fonda su tre pilastri: libertà, competenza e rischio. Bisogna saper gestire il proprio tempo, darsi delle regole e restare sempre aggiornati”.

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Pubblicato il 08 novembre 2018
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