Tentato omicidio di Vedano, convalidato l’arresto

Il Gip ha ascoltato le parole del quarantanovenne accusato di aver accoltellato il fidanzato della figlia. Il difensore: «Ora trasferimento in una struttura di cura»

141Tour Miogni: i luoghi

Una mutata condizione famigliare, che l’uomo non riusciva a gestire, a cui si sarebbe aggiunto un aggravarsi della grave condizione psichica dovuta alla mancata assunzione di farmaci.

Un mix che, secondo quanto sostenuto dall’avvocato Marina Merenda, è stato la causa scatenante delle coltellate, due, inferte al rapper Traetta nel sonno, mentre era a letto con la figlia dell’arrestato nella casa di Vedano Olona, mercoledì mattina all’alba.

Si è svolta in carcere ai Miogni a Varese questa mattina, venerdì 5 aprile, l’udienza per la convalida dell’arresto e per la discussione della richiesta del pubblico ministero di misura cautelare in carcere di S.G., l’uomo accusato di tentato omicidio del ventiquattrenne.

Il giudice per le indagini preliminari Anna Giorgetti ha ascoltato le parole dell’indagato che ha dato la propria versione dei fatti, che combacerebbe in linea di massima con le testimonianze rese dai figli nell’immediatezza dei fatti (in casa erano presenti solo la figlia e il giovane rimasto ferito in modo grave).

«Era uscito da una comunità di sostegno psicologico dove era ricoverato da diverso tempo solo poche settimane fa – spiega l’avvocato – . Si è trovato di fronte ad una mutata condizione famigliare che non poteva gestire e a seri problemi legati alla patologia (di cui S.G. soffre ndr). Sebbene non risultino discussioni o dissapori con la vittima, l’uomo viveva una condizione famigliare non facile. A mente più fredda ha dichiarato di essere dispiaciuto e di aver perso il controllo».
Cosa succederà ora? Secondo il difensore, nell’ordinanza, il Gip «ha caldeggiato misure per un controllo penetrante dello stato di salute dell’arrestato», «e abbiamo richiesto il trasferimento in una struttura attrezzata per cure di questo genere, cure che non possono essere assicurate nel carcere di Varese».

La strada che la difesa intende percorrere è quella della dimostrazione dello stato mentale alterato al momento dei fatti. Non è escluso – sebbene sia ancora prematuro darlo per certo – che possa a breve venir richiesto l’incidente probatorio: un esame, una perizia, con cui stabilire il preciso stato di salute e le condizioni mentali della persona, da poter poi utilizzare in un eventuale altro momento procedurale come evidenza per il raggiungimento della prova. L’accusa, per ora, rimane sempre quella di tentato omicidio.

Il figlio maggiore, Pasquale, che si mise giovedì in contatto con la redazione di Varesenews confermò un miglioramento delle condizioni del giovane ricoverato alla terapia intensiva del Circolo: «Ha aperto gli occhi».

Gli amici e i fan del rapper incrociano le dita: su Facebook sono diversi i video e le frasi d’auspicio per una pronta guarigione.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2019
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