40 bambini e un weekend con gli Alpini: “È stato bellissimo”

Si è concluso il campo di protezione civile che da venerdì ha coinvolto 40 bambini che hanno vissuto con Alpini e Croce Rossa: "Abbiamo imparato tantissime cose"

Il lavoro nel campo di protezione civile degli alpini

Da domenica sera torneranno a dormire nei propri letti, in casa con i propri genitori. Ma questo lungo weekend passato in tenda con gli alpini difficilmente lo dimenticheranno. Sono i 40 bambini delle scuole Bossi che da venerdì hanno preso parte ad un campo di protezione civile organizzato da Croce Rossa e Penne Nere.

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«È stato molto bello e abbiamo imparato tante cose» raccontano i bambini mentre smontano le brandine sulle quali hanno dormito per due notti. «Era la prima volta che stavamo tutti insieme ed anche la prima che ho dormito in una tenda», dice un’altra ragazza. Ma quello che hanno vissuto i bambini non è stato un semplice weekend di campeggio: il campo allestito nel parco di Villa Ottolini Tosi è infatti un vero accampamento di emergenze della protezione civile. Le tende, le strutture, i bagni, le panche e i tavoli sono infatti quelli della colonna mobile regionale, le strutture cioè pronte ad intervenire in situazioni di emergenza.

Ed è stato infatti per prepararsi alle situazioni di emergenza che i ragazzi sono stati addestrati. «Abbiamo visto cosa si fa quando ci sono gli allagamenti -raccontano- abbiamo provato le attrezzature che servono per spegnere gli incendi e abbiamo incontrato i cani che cercano le persone». Ma non solo, perchè nel corso del lungo weekend i ragazzi hanno avuto anche incontri sulla storia degli alpini, di prima emergenza con la Croce Rossa e vere lezioni con i propri docenti. L’aver capito che le strutture che li ospitavano erano quelle che davvero vengono usate in situazioni di emergenza ha responsabilizzato molto i ragazzi e così se da un lato qualcuno ammette che «abbiamo dormito proprio poco» dall’altro tutti rassicurano che «siamo stati molto attenti con le tende e le brandine».

Una tre giorni vissuti lontani dai genitori -incontrati solo per il pranzo conclusivo della domenica- e con il cellulare sequestrato. «Alcuni genitori erano un po’ preoccupati per un’iniziativa di questo tipo -racconta una maestra- ma dopo aver portato i sacchi a pelo qui e aver visto cosa hanno costruito gli alpini anche i più apprensivi si sono tranquillizzati». Certo ha aiutato il fatto che «noi docenti abbiamo mandato tanti racconti e foto di quello che succedeva» e così alla fine «nessun genitore è passato da qui».

Tenda e sacco a pelo, un weekend “da sfollati” per 40 bambini

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2019
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