Mazzucchelli: “Nessuno è esente da responsabilità”

Decapitati i vertici di Alfa Srl. Il presidente Paolo Mazzucchelli fa una riflessione sui fatti e sulle responsabilità. Per i magistrati "la etero-direzione di Caianello sugli amministratori è totale”

Il nuovo consiglio comunale di Cairate

“Nessuno è esente da responsabilità. Abbiamo una enorme questione morale e questa indagine è come un 25 aprile”. Paolo Mazzucchelli, presidente di Alfa srl, riflette sulla tempesta che si è scatenata con l’arresto di diverse persone legate alla società che amministra.

“Quanto sta succedendo mi ha scosso molto al di là delle responsabilità penali individuali. Ho passato ore a parlarne con mia moglie non riuscendo a prendere sonno perché la questione è molto grave. Avremmo dovuto agire diversamente con una diversa consapevolezza. C’è stata troppa leggerezza da parte di tutti”.

Paolo Mazzucchelli, malgrado il peso politico che ha all’interno della Lega, per sua ammissione, non faceva parte del tavolo politico che prendeva decisioni sugli indirizzi da dare al lavoro.

“È giusto che sia la politica a fissare le linee dentro cui si deve muovere la cosa pubblica. Questa vicenda non è colpa della politica, ma di un malaffare che trova spazi quando si sottovalutano alcuni aspetti della gestione”.

Parte dei fatti su cui indaga la magistratura risalgono a un periodo in cui l’attenzione dei vertici politici erano rivolti altrove e non al controllo della gestione di società come Alfa. Il segretario della Lega Matteo Bianchi era impegnato nelle complesse campagne elettorali per le regionali e le politiche. Un quadro che ha permesso a una persona come Caianiello di agire con minori controlli. Una situazione che risulta anche da alcuni passaggi delle carte della magistratura.

La posizione del sindaco di Cairate al momento non ha avuto rilievi penali, ma dall’indagine non ne esce bene. Eletto nel suo paese nel 2011, è stato riconfermato per il secondo mandato nel 2016 con oltre il 65% dei voti. Leghista convinto, dietro la sua scrivania c’è la bandiera di Terra Insubre. “Credo nei valori del territorio e nella sua forte identità. Questo è quello che cerco di passare ai miei figli. La politica per me è passione e attenzione alle comunità”.

La sua azione come amministratore comunale ha riscosso consenso e approvazione, ma il passaggio a presiedere Alfa non deve essere stato facile ed emerge bene dalle carte degli inquirenti nell’indagine che di fatto ha decimato i vertici della società pubblica.

L’ORDINANZA SU ALFA SRL

L’ordinanza dedica decine di pagine alle vicende di Alfa Srl mettendo in luce una vera attività criminale da parte di Caianiello e altri suoi uomini. Le conclusioni non lasciano dubbi. “Ne emerge un impietoso quadro nel quale tutte le decisioni più importanti sono di fatto adottate, ex ante, da Caianiello e solo formalmente ratificate, ex post, all’interno del Consiglio di amministrazione. (…) la etero-direzione di Caianello su Saverio M. Bratta e Paolo Mazzucchelli è totale”.

Le parole del magistrato sono forti e chiare.

“Nel caso di ALFA s.r.l. la eterodirezione da parte di Caianiello è così pervasiva che egli giunge ( o forse è costretto data l’inettitudine dei legali rappresentanti dell’ente, scelti oculatamente dallo stesso Caianiello per lasciarsi completamente manovrare) a dettare per filo e per segno le concrete modalità con cui si dovranno svolgere i consigli di amministrazione, confidando, come suo unico sostegno dotato di autonome competenze, nell’operato di un’avvocatessa che fa parte della cerchia, ben felice di accumulare altri incarichi remunerativi. Nel caso di ALFA s.r.l. gli amministratori di diritto appaiono delle mere pedine, neanche in grado di comprendere fino in fondo le conseguenze e la rilevanza dei loro atti.

Paradigmatica la frase pronunciata da Mazzucchelli all’esito del lungo monologo dettagliatamente direttivo esternato da Caianiello in occasione del pranzo a cui ha partecipato anche Bratta: “e io lo ammetto, l’ho sempre detto, io non ho mai ricoperto la figura del presidente, quindi sto imparando e capendo cosa vuol dire essere il presidente e perciò se riusciamo a trovare… ma io le operazioni che faccio, non faccio, voglio dire contro qualcuno…”.

COSA E’ ALFA SRL

La società Alfa srl ha per oggetto la gestione del servizio idrico integrato in tutti i comuni dell’Ambito ottimale (ATO), cura la captazione, l’adduzione e la distribuzione dell’acqua e gestisce la fognatura e la depurazione delle acque reflue. Oltre a gestire il Servizio Idrico Integrato, ALFA pianifica, progetta e realizza nuove reti e impianti e cura la manutenzione di quelli esistenti. Costituita nel giugno del 2015, è diventata operativa a partire dal 01.04.2016 con il trasferimento dei servizi precedentemente gestiti dalle società AGESP S.p.A. e AMSC S.p.A.

I FATTI CONTESTATI E GLI ARRESTI

L’indagine ha coinvolto diversi livelli e attività. Oltre a Nino Caianiello sono finiti in arresto Mario Tolbar, Davide Borsani, direttore operativo e consigliere di amministrazione di Alfa fino al 21 dicembre 2017, Marcello Pedroni, consigliere di amministrazione di Alfa, Giovanni Pietro Moretti, legale rappresentante della Mercurio. Per Saverio Maria Bratta è scattata la misura dell’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle ore 21.00 della sera alle ore 7.00 del mattino successivo. Paola Saporiti ha l’obbligo di firma.

I fatti contestati sono molteplici e c’è da credere che l’indagine potrebbe allargarsi ancora. Una parte delle immagini e delle parole usate per descrivere tutto il lavoro della magistratura arrivano proprio da questo filone di attività.

“La vicenda relativa alle sorelle Saporiti (si tratta del passaggio di una busta che Paola consegna a Caianiello con dentro 500 euro come compenso per aver inserito Giovanna nel collegio sindacale di Alfa Srl, ndr)  è stata quella che ha richiamato alla mente della scrivente giudice l’immagine del sistema feudale a cui si è fatto cenno nella premessa alla parte terza e a cui si è fatto richiamo più volte nel valutare gli indizi raccolti in relazione alle diverse incolpazioni.

Paola Saporiti è, indubbiamente, un “vassallo” posto quasi alla base della piramide facente capo al dominus Caianiello, vassallo che, nell’occasione esaminata, pare rivestire perfettamente il ruolo che, nella commedia dell’arte, calzerebbe a pennello con quello del servo sciocco, nel momento in cui riconosce pubblicamente (o quasi) la sua sudditanza e la sua posizione di inadempienza rispetto alla regola generale che prevede il pagamento della “decima” da parte di chi ottenga incarichi pubblici di qualsiasi natura, debito che intende immediatamente onorare per le vie più spicce (e anonime), non curandosi di osservare le prescrizioni formali che, normalmente, gli altri vassalli seguono (si allude ai bonifici alla associazione Agorà) perché sa perfettamente che il destinatario finale è comunque il dominus (che, in effetti, si guarderà bene dal versare la somma percepita a favore dell’ente associativo).

La schietta Paola Saporiti, tuttavia, è tutt’altro che “sciocca”, in quanto si presenta a onorare il debito e ad ossequiare il “signore” a cui ribadisce la sua completa sudditanza proprio in occasione della scadenza del mandato della sorella beneficiata: l’arrotondamento per eccesso della decima versata si spiega allora non nell’ottica di un particolare spirito di liberalità della sottoposta (che certo non naviga in buone acque, dal punto di vista finanziario), ma in vista non solo del rinnovo dell’incarico alla sorella Giovanna (che, puntualmente, si verificherà), ma anche in vista di ulteriori possibili nuovi incarichi a favore dello studio professionale da lei gestito”.

L’indagine analizza anche tutte le principali nomine mettendo in rilievo le scelte di quel tavolo politico di cui fa cenno anche Paolo Mazzucchelli. “Elementi gravemente indiziari dell’avvenuta turbativa possono evidenziarsi nell’ammissione compiuta da Caianiello che la nomina di Borsani a direttore tecnico è stata frutto di una scelta operata ex ante a “tavolino” ( ad un “ tavolo politico” riferisce l’indagato, il che non incide sulla rilevanza penale del fatto essendo proprio quello della spartizione delle cariche, uno degli indici sintomatici del substrato clientelare e corrotto in cui esso matura) del tutto slegata rispetto alla valutazione del merito dell’aspirante al posto bandito e del soddisfacimento dell’interesse pubblico che il bando e la conseguente nomina mirano a garantire.

Per quanto concerne la responsabilità di Bratta Saverio, si ritiene che, in questo caso, la circostanza di essere presidente della commissione aggiudicatrice della gara implicasse necessariamente la consapevolezza del medesimo, che nella specie rivestiva la qualità di persona incaricata dalla legge alla gara stessa, della collusione volta a favorire il candidato Borsani.

Nel medesimo senso depone il comportamento dello stesso Bratta, successivo al reato che, ancora una volta uniformandosi alle perentorie indicazioni di Caianiello, ha proceduto alla pubblicazione della nomina del vincitore rispettando i tempi imposti dal dominus”.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2019
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