“Accordo Lega-Fdi a Roma, sulla pelle di Samarate”

L'ex assessore Monti attacca dopo che Uniti per Samarate è stata esclusa dalla giunta, a favore di Fratelli d'Italia

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«Hanno fatto un accordo nazionale sulla pelle di Samarate: altro che Roma ladrona e padroni a casa nostra, qui è Roma padrona in casa nostra». Un attacco pesante, quello di Vito Monti, ex assessore e promotore di Uniti per Samarate. Ha visto la sua formazione esclusa dalla giunta samaratese e ora accusa il resto della maggioranza di aver accettato un accordo nato a Roma, che vedrebbe protagonista l’ex sindaco Tarantino.

Facciamo qualche passo indietro, ad aprile.

«Come coalizione avevamo sottoscritto un accordo: le forze che esprimevano un consigliere avrebbero avuto un posto in giunta. Un accordo un po’ capestro, perché si sapeva che Lega avrebbe fatto il pigliatutto» premette Monti. «Io ho battuto un po’ i piedi sul tavolo, soprattutto per la presenza di una lista Puricelli per Samarate, che consideravo una truffa elettorale, una porcata».

Monti conferma che di fronte alle riserve sull’altra lista “civica” si arrivò a un passo dalla rottura del fronte del centrodestra capitanato dalla Lega. Rischio sventato in extremis da un intervento dei vertici leghisti: «Alle 11 di sera Tarantino, Puricelli Verga e Bertagnoli vennero a casa mia, dando garanzie per Uniti per Samarate, che avrebbe avuto adeguata visibilità. Mi proposero questo accordo, ma man mano sono venuti meno all’impegno di valorizzare la lista civica».

Il risultato delle elezioni ha penalizzato Uniti per Samarate rispetto alla lista Puricelli per Samarate («Loro hanno preso 349, noi 328 voti»), ma la civica di Monti, che guarda a destra, ha vinto il “derby” con Fratelli d’Italia («Loro hanno avuto 273 voti sul simbolo, con solo 138 preferenze»).

Peccato che l’esito, per Uniti per Samarate, sia stato infausto. Se infatti Puricelli per Samarate ha ottenuto due consiglieri e un assessore, se FdI ha avuto un posto in giunta pur senza rappresentanza in consiglio, il gruppo di Monti, Forastiere, Giuriola, Passalacqua è rimasto a bocca asciutta.

Anche qui, con una delusione – dice Monti – inaspettata. «La Lega ottiene otto consiglieri più il sindaco, la lista Puricelli due. Per noi andava bene, rispettavamo accordi. Ma altri non dovevano avere un assessorato. Lunedì ci hanno chiamato dicendo che la Lega era disponibile a rinunciare a un assessore e cederlo ad un’altra lista, purché l’assessore da nominare fosse donna e prendesse le deleghe alla sicurezza e all’innovazione tecnologica». La proposta lanciata alle varie liste sotto al 10% ha scatenato la lotta: «Io ho detto: “Avete buttato l’osso ai cani perché si scannassero”. Noi invece chiedevamo un criterio chiaro che evitasse lotte».

In ogni caso, Uniti per Samarate dice di aver proposto quattro nomi: due uomini (Forastiere e Gallazzi) e due donne (Repossi e Gioppi). «Non abbiamo avuto risposte. Poi l’onorevole Osnato di FdI è andato da Tarantino, chiedendo posto per FdI, che ha effettivamente avuto» Di qui l’accusa verso la Lega di aver svenduto i posti a Samarate in base a un accordo “romano”.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 18 giugno 2019
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