Maroni (Fabrizio): “Ho tante idee, ma la burocrazia ci frena”

A otto mesi dalla sua elezioni a consigliere comunale, il giovane figlio dell'ex ministro fa un bilancio della sua esperienza nell'amministrazione della cosa pubblica. Il centro polifunzionale che nascerà avrà anche la sua "firma"

Lozza, Frabrizio Maroni e Giuseppe Licata

Pronti via: a Fabrizio Maroni, figlio di Roberto, l’ex segretario leghista ed ex ministro dell’Interno, è stata affidato un compito per niente facile, seguire la gestione dei rifiuti nel comune di Lozza (a sinistra Fabrizio nella foto con il sindaco Licata).

Eletto a maggio nella lista di “Comunità e Comune Uniti per Lozza” del sindaco Giuseppe Licata, espressione del centrosinistra, Fabrizio ha portato a casa 51 voti, battendo, colmo dei colmi, la lista civica per Lozza che aveva il simbolo della Lega ben visibile nel logo.

21 anni, è diplomato al liceo classico Cairoli di Varese, come il padre, ha vinto il premio Chiara Giovani nel 2016, ora sta frequentando la facoltà di scienze politiche e tra i suoi obiettivi c’è quello di fare il giornalista.

Sorriso gioviale, una somiglianza incredibile con il papà, a partire dalle grandi mani, è da otto mesi consigliere comunale con delega, appunto alla gestione rifiuti.

Il figlio di Maroni è candidato nella lista civica di centrosinistra (contro la Lega)

«Sto ancora cercando di capire come funziona perché la normativa è davvero molto complessa ma non sono solo: mi aiutano il sindaco Licata e l’ex vicesindaco Giorgio Stevenazzi -. Il passaggio da Coinger ad Aspem era stato compiuto mesi prima, io dovrò invece gestire il nuovo bando che sarà emanato tra pochi mesi, quando scadrà la convenzione».

E come spesso accade nei piccoli comuni il “lavoro d’ufficio” si alterna a quello “in strada”: «Fabrizio ha portato in giro casa per casa i bidoni della differenziata – racconta il sindaco Giuseppe Licata – perché qui, come in tutti i piccoli comuni, nessuno può permettersi di fare politica e delegare la gestione pratica della cosa pubblica agli altri».
Il tema del contributo che le nuove generazioni possono portare alle amministrazioni dei paesi di piccole dimensioni sta molto a cuore al sindaco di Lozza: «Possono dare energie e idee fresche; ci piacerebbe anche assumere personale negli uffici, ragazzi, ma non è possibile perché le normative sono troppo rigide. Un vero peccato perché il valore aggiunto che possono portare è davvero notevole».

«Sì, il problema più grosso con il quale mi sono scontrato è proprio la burocrazia – dice Fabrizio Maroni – A volte propongo idee e progetti poi il sindaco mi ferma perché mi spiega che la legge pone degli ostacoli e un po’ mi dispiace».

Oltre alla gestione dei rifiuti Fabrizio affianca l’assessore alle politiche giovanili: «Abbiamo già organizzato alcuni appuntamenti per allargare la partecipazione ai ragazzi tra i 16 e i 35 anni: visto che io giovani non sono molti abbiamo allungato un po’ l’età dei partecipanti. E poi gestisco la realizzazione dell’informatore comunale che esce un paio di volte l’anno. Le mie giornate sono divise tra gli impegni in Comune e  l’università: non è impossibile gestire tutto, credo che ognuno possa modulare bene il proprio tempo e dedicarsi alla vita pubblica».

Che ruolo ha papà Bobo in tutto questo? «Me l’aspettavo questa domanda – risponde sorridendo – Mi segue e mi affianca. Mi dà qualche consiglio, ma con molta discrezione».

Lozza, Frabrizio Maroni e Giuseppe Licata

Quale obiettivo ha il giovane Maroni? Su cosa vorrà mettere la propria “firma” prima che il mandato finisca? «Stiamo lavorando ad un progetto davvero interessante – spiega – il Comune ha acquisito un’area, un vecchio stabile, che diventerà un polo polifunzionale che potrebbe risolvere la mancanza di spazi per associazione e per i giovani. L’area è già stata acquisita, un progetto di massima esiste già, ora dobbiamo lavorarci: suddividere gli spazi da destinare alle varie associazioni e fare i bandi. Ci vorrà del tempo ma quando tutto sarà pronto il polo si potrà considerare uno dei progetti più utili alla comunità realizzati da questa amministrazione».

Lozza è in pieno fermento e i progetti non mancano, come spiega Licata: «Il denaro per la ristrutturazione del centro polifunzionale arriva dalle opere di compensazione di Pedemontana, per questo all’interno dello stabile verrà realizzata anche una piccola officina per la manutenzione delle biciclette e un punto ristoro per i ciclisti che percorreranno la ciclabile che verrà realizzata in paese».

E nel frattempo il sindaco gioca la “sua partita” con Autostrada Pedemontana e attende una risposta alla sua proposta: tangenziale di Varese gratis all’ora di punta. «Si può fare, ne sono certo. Abbiamo fatto i conti e con un po’ di buona volontà anche da parte di Regione Lombardia possiamo trovare una soluzione che vada incontro agli automobilisti»

 

 

 

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Pubblicato il 22 gennaio 2020
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