Un software per aiutare le imprese varesine

Univa e Kpmg hanno presentato alle imprese associate un software gratuito per la compilazione del business plan: "Uno strumento di supporto alle aziende del territorio, per affrontare al meglio le nuove sfide"

Univa kpmg presentano un nuovo software

«Oggi serve attrezzarsi con strumenti nuovi. Oggi ne offriamo uno: questo software aiuterà le imprese a realizzare in modo semplice i business plan necessari a fotografare divesamente le vostre imprese, con un’immagine più nitida della realtà». L’Unione industriali di Varese e KPMG insieme per supportare le proprie imprese. Venerdì 7 febbraio, all’hotel Le Robinie di Solbiate Olona hanno organizzato un convegno per presentare un nuovo strumento gratuito per le aziende del territorio.

Business plan e flussi finanziari

È il nome del software che Univa e KPMG forniranno da oggi alle imprese varesine. Servirà a redigere il business plan, fondamentale per «avere un accesso più facile a nuove risorse finanziarie – ha dichiarato Ivan Spertini, partner di KPMG – grazie anche all’aumento della credibilità che lo strumento permette di ottenere».

«Il software – ha continuato Spertini – è frutto di un lavoro durato un anno. Ma – ha precisato – gli aspetti più importanti di un’impresa rimangono la conoscenza e le competenze dell’imprenditore. Questo nuovo strumento fornirà dei numeri in grado di misurare queste capacità». Il business plan è quindi «un nuovo modo per comunicare». «Ci sono diversi casi di imprese sul territorio – ha aggiunto – che hanno avuto grazie ad esso un accesso più facile a nuove risorse finanziarie».

L’importanza di avere un business plan, spiegano gli organizzatori, è data da cinque fattori:

Primo: esso permette alle aziende di fare un salto in avanti nella cultura d’impresa, risucendo a far evolvere le diffuse capacità imprenditoriali.

Secondo: il business plan è uno strumento per migliorare la finanza d’impresa. Come ha affermato il presidente di Univa Roberto Grassi, «l’improvvisazione su questo fronte non paga più. Anzi – ha ammonito – rischia di essere dannosa, anche quando si è forti a livello di profotti e processi».

Terzo: il business plan è fondamentale per dialogare con le banche.

Quarto: esso agevola l’accesso ai mercati dei capitali. «Bisogna cercare soluzioni alternative da affiancare al tradizionale accesso al credito» ha spiegato Grassi. Due esempi sono i Minibond o il Private Equity.

Quinto: permette alle imprese di tenere sotto controllo gli indici fondamentali per adeguare le proprie strutture finanziarie alle nuove normative sulla gestione finanziaria, che entreranno in vigore nel prossimo agosto. «Bisogna tenersi al passo con i tempi e avere tutti i giorni sotto controllo il polso della situazione» ha detto Marco Crespi, responsabile dell’area credito e finanza di Univa.

«I nostri incontri – ha continuato Crespi – non sono solo teoria: sono un’opportunità di accrescere la propria cultura finanziaria e di applicare in azienda quanto appreso, già dal giorno dopo. Il business plan – ha chiosato – è oggi più che mai uno strumento indispensabile, una sorta di carta d’identità che l’impresa può utilizzare verso il mondo esterno, con le banche, i clienti e il mercato».

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Pubblicato il 08 febbraio 2020
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