Giornata mondiale dei genitori: pensiamo alla scuola

L'auspicio di FoRags: "Ridare speranza ai nostri figli superando conflittualità tra genitori e docenti, tra scuola e famiglia"

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Il 1° giugno è la Giornata mondiale dei genitori, festa istituita dall’Onu per il riconoscimento di un ruolo che chiede sempre maggiori responsabilità, non sempre riconosciute.
In questa occasione il Fopags (Forum provinciale delle associazioni genitori della Provincia di Varese) sta diffondendo il comunicato del Forum lombardo delle associazioni genitori (Forags) sull’emergenza Covid-19 “che ha coinvolto e sconvolto le nostre quotidianità e ha costretto la Scuola a realizzare, in tempi strettissimi, un nuovo modello di relazione e di didattica”.

Partono da qui una serie di considerazioni sulle opportunità, ma anche fatiche, disuguaglianze ed esclusione su questi mesi di didattica a distanza, difficile non solo per bambini e ragazzi più piccoli, ma per gli alunni delle secondarie di II grado, più autonomi ma colpiti in alcuni casi da “depressione e disturbi psicologici causati in gran parte da una prolungata negazione della socialità di prossimità così importante anche nell’età della adolescenza”.
Si auspica pertanto che la scuola riparta in presenza, per tutti. Potenziando gli spazi e il trasporto pubblico. “Una didattica mista in presenza e a distanza è accettabile, se necessario, sono per le superiori e in fase transitoria”.

Nuovo patto educativo

Il FoRAGS Lombardia sottolinea anche l’importanza in questa emergenza, ha avuto “la figura del rappresentante di classe, che in stretto contatto con i docenti, ha contribuito al collegamento Scuola- famiglia, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, né per condizione scolastica né per ceto sociale”.
“Si è sicuramente assistito in questo periodo ad una caduta della barriera genitori-docenti, e ad una diminuzione della litigiosità tra questi – si legge nel comunicato – mentre sono aumentate all’interno di molte famiglie situazioni di spiccata conflittualità e grave disagio familiare, nonché di violenza, che hanno creato molte difficoltà dei bambini nella partecipazione attiva alle lezioni a distanza”.

L’auspicio è quindi quello di stabilire “nuovi patti educativi, per una collaborazione proficua e propositiva tra docenti e genitori fondata sull’ascolto e sulla fiducia reciproca,  coinvolgendo tutti i soggetti della società civile, con possibili partenariati ed alleanze anche con tutte le altre realtà ed agenzie educative del territorio, a partire dai centri sportivi, ludoteche, luoghi di culto aggregativi e tutti altri attori impegnati direttamente in azioni di offerta di servizi mirati ai nostri ragazzi”.
Una condivisione di obiettivi e di spazi per risolvere il problema delle maggiori strutture da dedicare alla scuola per rispettare le norme di sicurezza.

Campi estivi

“E’ urgente che già durante l’estate siano riorganizzati – per bambini e bambine che da molti mesi sono isolati – quegli “spazi vitali esterni”, indispensabili per il loro benessere psico-fisico e per svolgere in sicurezza quelle attività esperienziali fondamentali per la crescita e per il recupero della quotidianità”.
“In questi stessi contesti, oltre che nei parchi pubblici, si propone che, a partire dalla fascia 3/14 anni, vengano messe in essere le condizioni affinché i Comuni e i soggetti del privato sociale possano organizzare attività educative durante l’estate, con una diversa concezione sperimentale dei centri estivi, in supporto anche dei genitori che lavorano, pensando anche all’attivazione dei servizi a partire da settembre”.

“Desideriamo sollecitare gli Enti Locali e le Agenzie educative del territorio a recuperare le risorse stanziate e non utilizzate alle lezioni in presenza, e reinvestirle coinvolgendo gli educatori e le educatrici professionali col fine di recuperare le modalità di relazione, di didattica e di accompagnamento che si sono interrotte e perse in questi mesi di isolamento.

Spazi e docenti

 

Per i nostri alunni e alunne della Scuola dell’Infanzia e primaria e Secondaria di primo grado dovranno essere garantiti spazi adeguati per lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività d’aula, laboratoriali, esperenziali.
E’ indispensabile, quindi, che le parti sociali si incontrino per produrre una mappatura del territorio e, attraverso una verifica strutturale e funzionale degli edifici scolastici e degli spazi ad essi annessi, garantiscano la messa in sicurezza strutturale e sanitaria degli istituti scolastici concordando così modalità e azioni concrete per garantire la riapertura sicura delle scuole.

Approfittiamo di questo momento per cogliere la sfida della rinascita di una scuola che veda al centro il benessere e la crescita dei ragazzi e delle ragazze, senza discriminazioni, nessuno escluso, sia che frequentino la scuole pubbliche statali e paritarie.
La sfida della scuola oggi è quella di far tesoro di un esperienza dolorosa – che ha colpito tutta la nazione, tutte le famiglie, tutti i settori della nostra economia- e che deve essere trasformata in risorsa – capacità d’azione – speranza – ripresa.
Dobbiamo impegnarci più di prima a ridare speranza ai nostri figli, ai nostri studenti ponendoci in stretta collaborazione e dialogo, superando conflittualità spesso balzate sulla cronaca tra genitori e docenti, tra scuola e famiglia.

Auspichiamo che quanto prima, nella Task Force governativa, siano previste e integrate presenze significative in rappresentanza dell’Associazionismo dei genitori della scuola ad oggi escluse che, se previste, avrebbero certamente potuto, vista la competenza e l’esperienza nello specifico ambito, portare un contributo importante su argomenti così rilevanti sui temi della rappresentanza e sul diritto allo studio”.
La comunicazione delle Associazioni genitori (qui il documento completo di FoRAGS Lombardia) si chiude con un citazione dalla “Scuola di fantasia” di Gianni Rodari, di cui ricorre il 100esimo anno dalla nascita: “Il punto cruciale è quello dell’incontro di base fra genitori e insegnanti, forma concreta dell’incontro fra scuola e società. Se questo incontro fallisce, la struttura non vive”.

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Pubblicato il 01 giugno 2020
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