Infermieri scontenti, l’ospedale con Asst Sette Laghi replica alle accuse

La risposta di Asst Sette Laghi ai rilievi del gruppo di lavoratori che ha affisso uno striscione davanti al vecchio ingresso dell'ospedale di Varese in viale Borri

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Nella mattinata di lunedì 6 luglio alcuni infermieri hanno appeso uno striscione di contestazione davanti al vecchio ingresso dell’ospedale di Circolo di Varese, sulla trafficatissima viale Borri.

“Infermieri mai eroi, sempre e solo sfruttati”

Insieme allo striscione, sul quale sono state riportate parole fortemente critiche nei confronti di Asst Sette Laghi, gli autori del gesto hanno allegato una serie di contestazioni che VareseNews, prima di pubblicarle, ha inoltrato all’azienda ospedaliera per avere risposte punto a punto rispetto a quanto affermato dal gruppo di lavoratori.

Diversi i rilievi fatti dal gruppo di infermieri (che non ha voluto firmare le proprie rivendicazioni): dai turni definiti “massacranti” alle mancate indennità ricevute, dagli straordinari imposti al parcheggio notturno addebitato, dalle condizioni di lavoro ai limiti della sicurezza per via del mancato distanziamento in alcuni reparti e per la carenza di guanti e mascherine adeguati fino alla carenza di personale.

La risposta di Asst Sette Laghi

Il nostro personale di tutti i profili e a tutti i livelli nel periodo di emergenza Covid si è comportato in modo davvero encomiabile ed il termine “eroi” non è stato utilizzato invano. In diversi occasioni l’Amministrazione ha speso parole di ringraziamento per i propri professionisti ed i propri operatori ed ha attuato tutte quelle misure possibili nell’ambito della propria autonomia decisionale per andare incontro alle loro esigenze quali ad esempio il parcheggio gratuito all’interno del Presidio del Circolo e l’allestimento di alloggi per i dipendenti sia a Varese che presso il Presidio di Cuasso al Monte. Tali misure aziendali si sono aggiunte a quelle di ordine regionale come le convenzioni con gli hotel per consentire il pernottamento a quei dipendenti che non volevano rientrare al proprio domicilio per non mettere a rischio i familiari.

Ciò doverosamente premesso, con riferimento alla posizione espressa dal sedicente gruppo di infermieri che si è dichiarato altresì autore dello striscione esposto ieri in Viale Borri, si ritiene tuttavia di dover sottolineare che la modalità di comunicazione scelta non è solo inopportuna per i toni ed i mezzi utilizzati ma giunge anche anacronistica e quindi del tutto fuori luogo. Esiste infatti un tavolo sindacale a cui siedono 6 organizzazioni riconosciute e 45 delegati RSU eletti dai lavoratori e a tale ambito è doveroso rivolgersi per fare presente le proprie istanze. Molti dei temi trattati peraltro sono già stati affrontati e risolti nelle sedi opportune. Per altro appare quasi come beffarda la contestazione mossa alla luce dei numerosi incontri e dell’impegno che sia la delegazione di parte pubblica che quella sindacale stanno mettendo per affrontare tutte le questioni aperte con una fittissima agenda di incontri e per altro addivenendo a numerosi accordi. Appare inoltre stupefacente una così scarsa conoscenza delle problematiche sollevate, nonostante l’azienda durante l’emergenza Covid abbia messo in campo iniziative di aggiornamento informativo di tutti i dipendenti anche tramite un’apposita newsletter.

Nel merito dei rilievi si fa presente che:

le modalità di turnazione in periodo Covid sono state decise consultando il personale dei vari reparti e sempre nel rispetto dei riposi e degli stacchi orari previsti dalla legge e dal CCLN. I turni sulle 12 ore peraltro appaiono graditi a molti lavoratori che intendono mantenerli anche ad emergenza cessata. Gli straordinari, effettuati solo in via eccezionale quando non c’era altra modalità per garantire ai pazienti l’assistenza necessaria, non solo verranno ovviamente retribuiti ma perdipiù con le modalità previste dalla Legge Sirchia e quindi con tariffe orarie sensibilmente aumentate rispetto a quelle ordinarie. Anche la richiesta di pagamento dei tre turni, su cui l’Azienda ha già manifestato la propria disponibilità, sta solo attendendo la necessaria ratifica del tavolo sindacale.

– come già anticipato, durante l’emergenza pandemica i parcheggi su terreni di proprietà dell’azienda sono stati resi gratuiti sia di giorno che di notte per tutto il personale impegnato nei reparti Covid. Le comunicazioni al riguardo sono sempre state chiarissime e inequivocabili.

gli incentivi e i premi con le relative trattenute sono stati decisi nell’apposito tavolo sindacale regionale. Si ricorda che per effetto delle decisioni assunte in quella sede al personale dell’ASST Sette Laghi sono stati erogati complessivamente 8,4 milioni di Euro aggiuntivi.

i dispositivi di protezione individuale (DPI) per il personale non sono mai mancati pur in presenza di difficoltà oggettive di approvvigionamento assolutamente non imputabili all’ASST. Ciò è stato reso possibile sia dal grandissimo impegno dei servizi aziendali deputati alle forniture sia all’intervento di numerosi enti del terzo settore da sempre vicini all’Ospedale. Ne è prova il fatto che l’incidenza di Covid+ tra il nostro personale è tra le più basse in assoluto in Regione Lombardia.

– l’Asst Sette Laghi, nel periodo di emergenza ha assunto ben 381 dipendenti di cui 204 con procedure concorsuali ordinarie e 177 specificatamente per l’emergenza Covid ed è tra le aziende sanitarie lombarde che ha assunto di più. Allo stato attuale tutti i posti in organico previsti per i profili di infermiere sono stati coperti a dimostrazione del fatto che l’Azienda ha sempre profuso il massimo impegno nel portare avanti tutte le procedure concorsuali necessarie per soddisfare le esigenze espresse dai reparti.

i posti letto complessivi in piena emergenza Covid sono aumentati di circa un centinaio di unità. E’ stato fatto uno sforzo organizzativo immane per riconvertire molti reparti del presidio del Circolo in reparti COVID, nel rendere Covid Free gli altri ospedali della rete spostando presso di loro i pazienti più fragili per proteggerli dal contagio e nell incrementare i posti letto di terapia intensiva e subintensiva. Attualmente la dotazione di posti letto è adeguata alle esigenze del Pronto Soccorso.

– quanto agli straordinari e alle indennità festive, le modalità e i tempi di erogazione non sono cambiati rispetto al passato

– il distanziamento è assicurato in tutti reparti delle nostre strutture compreso il pronto soccorso dell’Ospedale di Circolo per il quale sono stati già svolti interventi di riorganizzazione e sono previste a breve opere strutturali per migliorarne ulteriormente la fruibilità. I risultati già si vedono dal momento che il tempo medio di permanenza in PS nel 2020 si è ridotto in modo significativo.

Spiace che ci sia una frangia di dipendenti, anche se molto ridotta rispetto al complesso dei nostri lavoratori, che vive una situazione di così evidente malessere da realizzare iniziative tanto discutibili. L’invito che possiamo fare loro è quello di informarsi meglio su quello che succede in Azienda e magari a rivolgersi ai legittimi rappresentanti in modo che le idee di miglioramento possano essere valutate e discusse con la massima disponibilità in spirito di collaborazione. L’Azienda ha bisogno delle idee e dei suggerimenti di tutti, ma nei luoghi e con le forme più idonee ed efficaci.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2020
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