Da Kobe Bryant a Paolo Rossi, il 2020 ci ha rubato anche i sogni
E' stato un anno disastroso sotto tutti i punti di vista. Sono tanti i personaggi dello sport, della cultura e dello spettacolo morti in questi mesi già tragici, lasciando un vuoto incolmabile
È stato un anno disastroso, sotto tutti i punti di vista. Il Covid-19 ha stravolto le nostre vite, mietuto un milione e mezzo di vittime nel mondo. Basterebbe questo, ovviamente, per archiviare uno degli anni più funesti della nostra storia. Un popolo, poi, ha bisogno di sogni e questo tragico 2020 ce ne ha portati via tanti. Idoli e protagonisti indiscussi del nostro tempo: dall’inizio dell’anno sono tanti i personaggi morti, per malattia, vecchiaia o per tragici incidenti.
Il primo è stato Pietro Anastasi, il 14 gennaio: uno dei più grandi simboli della Varese sportiva. Classe 1948, professione centravanti, Anastasi era stato l’uomo chiave della più bella versione di sempre del Varese Calcio, quella che nel 1967-68 riuscì a concludere il girone di andata in seconda posizione in Serie A (settimo alla fine, miglior risultato di tutti i tempi) e inflisse la storica batosta alla Juventus, 5-0 a Masnago, forse l’impresa delle imprese dei 110 anni del football cittadino. QUI una serie di ricordi del campione, salutato in un funerale a San Vittore al quale hanno partecipato uomini sportivi di ogni epoca.
Poi Kobe Bryant: tra i più grandi protagonisti del basket NBA, è morto il 26 gennaio 2020 in un incidente aereo in California. L’elicottero a bordo del quale stava viaggiando è precipitato. Aveva solo 41 anni. A bordo anche la figlia Gianna Maria di 13 anni. In questo articolo raccontiamo quella volta che venne a Varese.
L’attore Kirk Douglas è scomparso il 5 febbraio 2020. Il 16 aprile ci ha lasciato, stroncato dal coronavirus, Luis Sepulveda: scrittore amatissimo, ha pubblicato molti romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Sepulveda ricevette anche il premio Chiara alla carriera nel 2014, fu il primo scrittore straniero a riceverlo: la cerimonia si tenne al Teatro Sociale di Luino.
Il 15 maggio è morto Ezio Bosso: il compositore, pianista e direttore d’orchestra aveva 48 anni. In una delle sue ultime apparizioni televisive, alla trasmissione La7 Propaganda Live, Bosso aveva parlato della musica come di una terapia per la società: “La musica e l’arte sono dei comparti produttivi, noi produciamo benessere e coadiuvante sociale. La musica è una terapia, per me anche personale, in questo momento mi manca e mi sta non facendo bene. La musica è una terapia per la società”.
Il giornalista e scrittore Roberto Gervaso ci ha lasciato il 2 giugno 2020. Nella sua lunga carriera ha vinto due volte il Premio Bancarella e collaborato a lungo con Indro Montanelli.
Le sue musiche hanno portato l’Italia nel mondo, uomo mite e semplice il 6 luglio è morto il compositore Ennio Morricone: cinque volte candidato all’Oscar, vincitore nel 2016 con The hateful eight, si è spento in una clinica per le complicanze del ricovero dopo la rottura di un femore.
All’anagrafe Franca Norsa, era nata il 31 luglio 1920. Celebre per i suoi monologhi, ha raccontato con fine ironia le donne del Dopoguerra, dalla Sora Cecioni alla Signorina Snob: il 31 luglio muore Franca Valeri
Grande cordoglio anche a Varese ha suscitato la morte, il 2 settembre, Philippe Daverio: storico e critico d’arte Daverio, dal ’93 al ’97 ha anche ricoperto la carica di assessore alla Cultura a Milano con Marco Formentini sindaco; era molto legato a Varese che frequentava da bambino come luogo di villeggiatura estiva e poi come studente della Scuola Europea. Qui l’articolo dove parla di Varese.
Il 31 ottobre muore Sean Connery, il leggendario James Bond.
Di lui ci mancherà tutto: la sua parlata, le sue barzellette e i suoi monologhi, la sua bravura fuori dal comune. Gigi Proietti è morto il 2 novembre 2020. Proietti è stato ospite anche al Teatro delle Arti. «Era l’8 e 9 maggio 1991», ricorda Riccardo Carù, grande appassionato, da anni tra i collaboratori di don Alberto nella gestione di quel piccolo miracolo di provincia che è il teatro di Gallarate. (qui il ricordo)
Il 6 novembre se ne è andato il batterista dei Pooh, Stefano D’Orazio. Aveva 72 anni, ed era uno dei componenti storici della band, di cui era anche paroliere e cantante. (qui l’articolo)
Il 25 novembre muore Diego Armando Maradona: il “dio del calcio” aveva compiuto 60 anni e dopo pochi giorni era stato ricoverato in ospedale per l’asportazione di un ematoma al cervello.
Il simbolo dei Mondiali del 1982 si è spento il 10 dicembre dopo una lunga malattia: Paolo Rossi aveva 64 anni e con lui se ne vanno i ricordi di un calcio vissuto in un’epoca felice.
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