“Polfer ridotta all’osso e strutture superate a Gallarate e Varese”
Il tema stazioni e le condizioni di lavoro degli opranti al centro dell'intervento segretario provinciale del sindacato di polizia Sap Cristian Sternativo: “Non abbiamo i locali per custodire in sicurezza i fermati"
Continua a far discutere il tema della sicurezza nei dintorni delle stazioni ferroviarie, in particolare a Varese, dove negli ultimi anni sono stati diversi gli episodi di microcriminalità che minano da vicino il senso di sicurezza dei cittadini.
La Prefettura ha disposto, in concerto con le forze di polizia e l’amministrazione comunale, il posizionamento di presidi fissi. Ma a preoccupare è anche quanto avviene all’interno degli scali, sulle banchine e nelle sale d’attesa, specialmente nelle ore serali. E non solo a Varese.
Uno degli altri punti “caldi” della provincia è Gallarate. Sul punto interviene Cristian Sternativo, segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia, il “Sap”, che spiega: «In questo momento il personale del Posto Polfer di Varese è ridotto di parecchie unità. Dei 18 che erano circa un anno fa siamo a 15 unità, e da queste ne vanno decurtate altre due perché impossibilitate a svolgere i servizi esterni».
A questa situazione si sommano altre problematiche di carattere logistico, come la non idoneità dei locali. «In alcuni casi siamo di fronte a posti di polizia che, per la loro specifica conformazione, risultano inadatti a ospitare presidi della Polfer e che non garantiscono la sicurezza adeguata al personale operante, come non avere dei locali idonei per mettere i fermati, stiamo parlando di problematiche legate all’accessibilità e alla sicurezza degli operanti».
Il sindacato dunque chiede «un intervento che ormai si aspetta da troppi anni sia da parte di Trenord per il Posto Polfer di Varese e da RFI per quanto riguarda il Posto Polfer di Gallarate».
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