Dalla cancellata in giardino ai data center: la storia di MC Prefabbricati

Da Cardano al Campo allo stadio di San Siro. E il nonno fondatore, Vinicio, a 98 anni passa a "dare una controllata" allo stabilimento: Il racconto della rappresentante della terza generazione, Francesca Nava

Materia d'Impresa

Vinicio Cera ha 98 anni e, quando la giornata è buona, ancora entra in stabilimento. Non per nostalgia: per controllare che sia tutto come lui l’ha voluto. «Finché si vede il Vinicio va tutto bene», dicono in azienda. È attorno a questa figura — fondatore, patriarca, uomo che per passione costruiva cancellate in cemento nel giardino di casa — che ruota la storia di MC Prefabbricati, l’impresa di Cardano al Campo che dal 1970 è diventata uno dei riferimenti italiani nell’edilizia industrializzata.

A raccontarla è Francesca Nava, nipote di Vinicio e parte della terza generazione al timone dell’azienda, intervenuta oggi a Materia d’Impresa, la rubrica di VareseNews che ogni giovedì racconta la stuoria di una impresa del varesotto. MC Prefabbricati — le iniziali sono quelle di Mari Carla, moglie del fondatore e sua compagna d’avventura fin dal principio — oggi conta 208 dipendenti, due sedi (Cardano al Campo e Bellinzago Novarese, in Piemonte) e un consiglio di amministrazione di quattro persone. «È una bella responsabilità», ammette Francesca, «ma partire da una storia così forte ti dà già una direzione. Le varie generazioni collaborano verso un obiettivo chiaro».

L’obiettivo, oggi, è duplice: evolvere il sistema costruttivo e renderlo più sostenibile. Ma per capire dove sta andando l’azienda conviene partire da dove è nata: dal giardino di Arnate di Gallarate, dove Vinicio Cera — padovano di origine, arrivato in provincia per lavoro — cominciò a dare forma alla sua passione per il cemento. «Non solo passione, ma coraggio», sottolinea Francesca. «Il coraggio di iniziare, investire, mettersi in gioco. Farlo diventare non solo un lavoro ma un modo di essere».

La seconda generazione ha trasformato quella passione artigianale in un’industria vera e propria. «Il cemento nel DNA» è la frase che Vinicio pronunciò una sera in famiglia e che è diventata, quasi per caso, lo slogan dell’azienda. E ora anche la quarta generazione — ventenni già presenti in azienda, più la figlia di sei anni di Francesca — comincia a farsi vedere.

Tra le opere che hanno segnato la storia di MC Prefabbricati c’è il terzo anello di San Siro, realizzato nel 1988. «Quando siamo andati all’ultimo concerto», racconta Francesca, «mia figlia guardava l’anello e io gli dicevo: l’ha fatto il nonno». Il Nautilus di Cardano al Campo, la discoteca di cui circolano ancora fotografie ricercatissime, è un altro capitolo della stessa storia. Oggi il catalogo si è allargato ben oltre: poli logistici, data center, centri commerciali. «La prefabbricazione non è costruire in maniera standardizzata e banale», spiega Francesca. «È costruire meglio». Tempi certi, qualità controllata in stabilimento, cantieri più rapidi e meno dipendenti dalle condizioni meteo: sono questi i vantaggi che l’azienda porta ai suoi clienti, lavorando gomito a gomito con architetti e committenti.

La sede piemontese di Bellinzago è nata nel 2007, in piena crisi dei subprime. Una scelta controcorrente che Francesca definisce «un atto di coraggio e un po’ di visione». Oggi quella sede sta crescendo, e l’azienda sta investendo ancora — in nuovi impianti, nuove gru da cantiere, e in un progetto europeo per lo sviluppo di un cemento decarbonizzato e riciclabile, condotto insieme all’associazione europea della prefabbricazione. Sul fronte della sostenibilità, Francesca porta avanti il discorso anche nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Assobeton, l’associazione di categoria, dal 2022: «La durabilità della struttura è già sostenibilità. Dobbiamo raccontare quanto il prefabbricato in calcestruzzo possa essere — e sarà sempre di più — una scelta responsabile».

C’è però un nodo che accomuna MC Prefabbricati a molte altre imprese del territorio: trovare ingegneri civili. «Gli ingegneri si sono moltiplicati, ma sono gestionali, elettronici, aerospaziali», osserva Francesca. «Il nostro richiede un qualcosina di differente». L’appello, lanciato a microfono acceso, è diretto: «Se gli ingegneri ci guardano, io sono qui e ricevo i curriculum. Volentieri».

Il prossimo appuntamento con Materia d’Impresa è con Umberto Crespi, della Eurobil di Gallarate, giovedì 30 aprile, come sempre alle 14.30.

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Pubblicato il 23 Aprile 2026
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