
Busto Arsizio
Trentatrè voci in piazza San Giovanni a Busto Arsizio per chiedere un carcere più umano
Un gazebo, un microfono e un cartello che riportava il numero 45 che rappresentano le vite perse all’interno di un sistema carcerario che Stefano Binda ha definito “una condanna a morte per sottrazione”
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