Oggiona con Santo Stefano
Si brucia la Gioeubia
Giovedì 30 il tradizionale rogo benaugurale, re-introdotto in paese grazie alla Pro Loco a partire dal 2004. Falò e cena comunitaria
Giovedì 30 il tradizionale rogo benaugurale, re-introdotto in paese grazie alla Pro Loco a partire dal 2004. Falò e cena comunitaria
Iolanda Nanni, di M5S invoca l’applicazione del “Decreto Terra dei Fuochi”: si bruciano oggetti pericolosi per la salute. Il presidente Cattaneo: “
Giovedì 30 gennaio si festeggia la Giöbia tra roghi e piatti tradizionali
Il primo cittadino, per la prima volta, non era in prima fila per la tradizionale festa del rogo dei fantocci ma ha voluto ringraziare chi ha collaborato e chi vi ha preso parte
Grande soddisfazione del neonato gruppo Sant’Antonino C’è, che dopo anni ha riportato nella frazione lonatese lo spettacolo del falò d’inverno
Come ogni anno, il tradizionale rogo di fine gennaio ha richiamato in piazza centinaia di persone. Tra i temi di quest’anno irrompe più che mai la politica ma c’è stato spazio anche per i Maya e il Palaghiaccio. E dopo il fuoco, tutti in fila per mangiare polenta e bruscitti.
Sei quelle che sono state posizionate dal mattino in piazza Santa MAria, in attesa del rogo delle 19 che si terrà in piazza Venzaghi
Da Busto, con i roghi e i bruscitti, a Samrate e Gallarate. Nel sud della provincia saranno decine i fantocci che prenderanno fuoco nella serata. Così da secoli si saluta l’inverno. Di cosa ci vogliamo disfare nel 2013?
Nel parco all’interno alla residenza di via Sottocorno il falò sarà acceso nel pomeriggio, per gli ospiti e per le loro famiglie
Il 31 gennaio si rinnova la secolare tradizione che brucia, con i falò dei fantocci, le brutture e le apure dell’anno che se n’è andato. Dopo il fuoco un piatto di polenta e briscitti, ma quest’anno si paga
L’associazione organizza, come ogni anno, il falò della vecchia e una cena nella sede di vicolo Carpi
Falò e divertimento nella sera del 31 gennaio

La piccola Beatrice, di 2 anni, vive dalla nascita fra crisi epilettiche e cure salvavita. La sua famiglia, che risiede a Inverigo, ha lanciato una raccolta fondi, recentemente aiutata dalla vendita del libro “Quattro campanellini” scritto da Max Laudadio per l’associazione Cuorieroi. Ecco come aiutarla
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