Mirko Oro, respinti gli arresti domiciliari

Il giudice Giuseppe Limongelli ha rigettato l'istanza presentata dai legali. L'avvocato: "Anche il giudice ha capito che è meglio il ritorno in comunità"

mirko rosa

E’ stata respinta la richiesta di arresti domiciliari per Mirko Rosa a seguito dell’arresto nel contesto dell’indagine che ha portato in cella 11 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, al riciclaggio e alla ricettazione. Il giudice Giuseppe Limongelli ha rigettato l’istanza presentata dai legali del celebre imprenditore nel settore dell’oro «ritenendo che rispetto agli arresti domiciliari sarebbe più consono mandarlo in una comunità», spiega l’avvocato Francesca Cramis.

Secondo la ricostruzione di Cramis anche il giudice ha riconosciuto che «Mirko dev’essere curato e a casa potrebbe non avere la forza di reggere il percorso iniziato».

L’imprenditore era già stato in comunità dopo l’arresto nel luglio del 2014 e l’importanza di quel tipo di regime di carcerazione «è stato motivato anche dalla relazione del nostro psichiatra», conclude Francesca Cramis. Mirko Rosa dopo il patteggiamento a 26 mesi per le violenze sulla ex compagna era tornato a casa, con obbligo di dimora, ma per lui le porte del carcere si sono riaperte proprio a seguito dell’indagine Goldfinger.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 luglio 2015
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