Su Facebook il “grande abbraccio” alla Casa Del Disco

Centinaia di commenti e di condivisioni in poche ore per la notizia della chiusura dello storico negozio di Piazza Podestà. I vostri pensieri tentano di interpretare il mutare dei tempi

Marco Mengoni alla Casa del Disco dicembre 2015

La Casa del Disco di Piazza Podestà chiude e sui social si accende il dibattito. Già perché archiviare la cessata attività di uno storico negozio che vende dischi alla voce “fallimento” non è sufficiente.

Che cosa ha provocato la fine di un’epoca? Le leggi del mercato?
“Non si vendono più Cd” ha spiegato nell’intervista Mauro Gritti, titolare del negozio, ma non può essere solo questo.

I cd si vendono, eccome: sono ancora moltissimi gli appassionati che non si accontentano di scaricare un file, solo che invece di entrare fisicamente in un negozio, acquistano su Amazon o navigano alla ricerca della miglior offerta.

E poi c’è Spotify, un “fenomeno” in continua e forte ascesa: secondo il Sole24Ore, che ha pubblicato la classifica degli artisti più ascoltati nel 2015 , oltre 75 milioni di utenti hanno ascoltato più di 20 miliardi di ore di musica, e creato ad oggi oltre 2 miliardi di playlist. Secondo il servizio di streaming musicale è un record.

L’articolo sulla Casa del Disco pubblicato sulla nostra pagina Facebook ha fatto oltre 1000 condivisioni in poche ore e ha raccolto oltre 300 commenti (in un pomeriggio). Ve ne riproponiamo alcuni che aiutano a dare un quadro delle reazioni che la chiusura del negozio ha provocato..

Ci sono i commenti “tecnici”

Alberto:  Ora i nuovi modelli di macchine non montano quasi più il lettore cd/r/rw, e mettono Aux e Usb; per amor del cielo potrebbe essere anche comodo ma se vuoi una qualità audio pulita e piacevole, c’è poco da fare: solo il cd originale ti può regalare certe emozioni e io piuttosto mi faccio montare un lettore cd , altro che usb e aux..

Stefano: Io non compro un CD in Italia credo da quindici anni. I prezzi eran semplicemente fuori di testa. Quando qui costavano oltre le 30€ , negli USA costavano 20-25 usd , in quegli anni meno di 20€. Se tutta l’industria discografica fosse stata meno avida …

Florian W. Pellicole, cd, DVD, ecc. sono supporti che hanno avuto (o avranno ancora per un poco) i loro momenti di gloria più o meno lunghi indirettamente proporzionali allo sviluppo tecnologico. Per il libro vedo un destino diverso. Molto si sposterà su piattaforme digitali (auspicabili i manuali tecnici piuttosto che libri scolastici o universitari), ma molto rimarrà cartaceo sia per il piacere della lettura che per l’insostituibilità della stampa e del formato.
Per quello che riguarda i negozi, il discorso cambia: Internet e grande distribuzione sono concorrenti temibili in grado di applicare prezzi più vantaggiosi e spesso consentono una scelta maggiore in caso di ricerche particolari (recentemente ho acquistato su amazon.de un libro di fotografia americano che nessun negozio italiano mi avrebbe potuto procurare in qualche giorno di attesa al prezzo di copertina).
I negozi che non riescono a ritagliarsi una nicchia particolare alla fine, purtroppo, chiuderanno.

Paolo: Come in tutte le cose o ti evolvi e ti specializzi o sei destinato a questa fine. Se vendi le stesse cose che si trovano su altri canali a prezzi inferiori difficilmente sopravviverai. A pochi passi da lì c’è Record Runners che è un negozio storico anche lui ma che specializzandosi e fidelizzando la sua clientela riesce a sopravvivere, speriamo a lungo ..

Stefano G. E se vendessero servizi musicali di ogni tipo? Come i 33 giri (che stanno ritornando) o musica digitale in altissima definizione?

E ci sono i commenti “nostalgici”

Simone: lì non mi sentivo uno ‘scontrino’ su due piedi, come capita spesso nelle grandi catene.

Patrizia: Noi che il sabato si faceva la vasca in Corso Matteotti si faceva un giro alla Casa del Disco e si mangiava la pizza del Quinto. Una Varese che non c’è più

Matteo: Io non sono un grande appassionato di musica e di dischi, andavo alla Casa del Disco solo per acquistare i biglietti di qualche evento del circuito ticket one o del Varese. Storica la coda che arrivava in Piazza San Vittore per accaparrarsi il biglietto del finale play off contro la Samp.I tempi cambiano, CDC ci mancherai!

Nico: Che tristezza si chiude l’ennesima porta del mio cuore vedo la mia varese morire giorno dopo giorno #SALVIAMOVARESE

Francesco: andare a sceglierti un cd (magari ordinarlo d’importazione) uscire dal negozio con il tuo “trofeo” in mano, salire in auto e inserirlo nell’ingorda fessura per apprezzarlo immediatamente. Rito straordinario che non ha prezzo! Dovrò trovare un’altro punto di riferimento. Stato d’animo: AFFRANTO!

Stefano F. Una volta c’erano anche la Bottega della Musica e il Disco Music. Altri tempi ..

Elena: è un pezzo di storia ed un pezzo di noi che quando “bigiavano” passavamo le ore ad ascoltare la musica cn quelle enormi cuffie

Francesca: Che tristezza … addio “copie autografate” a due passi da casa!

Emanuela: No che tristezza…ho preso li le mie prime cassette, dischi per papà, calendari delle boy band di quando ero ragazzina e poi cd e biglietti per concerti.

Cristian:  i tempi cambiano mi ricordo che nel 94/95 mi sono preso korn,hole,clawfinger,abnegate,h-blockx,dog eat dog,body count,deftones, tutti in un giorno era il mio compleanno avevo speso forse 200 mila non ricordo ma ero felice..ho ancora i cd, ovviamente

di
Pubblicato il 02 Gennaio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Dany76

    Che dispiacere…

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