Varese 2.0: “Dopo il voto, la componente civica deve tornare ad avere importanza”

Colloquio con Daniele Zanzi, uno dei fondatori del movimento, dopo l'assemblea che ha fatto il punto della situazione politica post elezioni

Sacro Monte

L’assemblea straordinaria di Varese 2.0 a Casciago aveva un obiettivo preciso, chiarito fin da subito: “L’esito delle votazioni avvenute due livelli istituzionali, nazionale e regionale, impone una doverosa riflessione ai partecipanti al movimento una necessaria indicazione sul proseguimento dell’attività di servizio pubblico”.

E sono stati proprio i segnali in arrivo dall’ultima tornata elettorale a essere oggetto di riflessione nel movimento, che in comune di Varese esprime anche il vicesindaco.

«Un movimento civico come il nostro che nasce su problemi concreti e non finalizzato a scopi elettorali; ha come obiettivo primario la città, inevitabilmente riunisce persone con provenienze diverse e senza barriere ideologiche – ha spiegato Daniele Zanzi, che di Varese 2.0 è stato uno dei fondatori, ne è ancora una delle anime ed è anche il portavoce dell’amministrazione comunale di cui è vicesindaco e assessore alla polizia -.  Ci siamo però inseriti in una realtà politica, quella della maggioranza in Comune: c’è un dibattito sereno e leale tra noi, tra cittadini che discutono».

“BISOGNA TORNARE A PARLARE AL CITTADINO: LE IDEOLOGIE NON SERVONO PER AMMINISTRARE”

«Dall’analisi del voto possiamo dire che siamo seriamente preoccupati – ha continuato Zanzi -. Anche a Varese c’è stato un tracollo elettorale del centrosinistra, che ci sembra più che altro inquadrato in un discorso nazionale: in questa tornata elettorale hanno vinto i partiti che hanno saputo intercettare i problemi reali. Noi non siamo stati capaci, ma tra tre anni si va a votare. Bisogna cominciare a lavorare per tempo».

«Intendiamoci subito: io non voglio un populista come sindaco. Ma non possiamo rimanere ancorati a una ideologia, bisogna tornare a parlare al cittadino. Per questo la componente civica ora più che mai deve avere ruolo e importanza: per parlare ai varesini non ideologizzati, quelli che preferiscono affrontare le cose concrete, e che su queste ti giudicano. Del resto, Renzi quando venne al Vela a lanciare la candidatura di Galimberti disse: “Si vince con un forte apporto di civismo”. E Galimberti ha ribadito solo pochi giorni fa che che le componenti civiche sono un vanto per l’amministrazione varesina».

La ricetta, vista da Varese 2.0, sembra semplice: «Bisogna tornare a dialogare coi cittadini, dopo le elezioni di marzo. Ora il Pd ha perso consensi, ma i varesini quando hanno votato hanno scelto una coalizione che comprendeva il PD sulle promesse concrete. Per questo bisogna proseguire riproponendo una maggiore presenza nei confronti della città, della società civile. Di cose questa amministrazione ne ha fatte: l’impegno è costante, anche se molte volte non si vede. I cittadini percepiscono però quello che li assilla: per questo dobbiamo tornare a dare risposte dirette. L’ideologia va messa da parte, perchè questa non è una battaglia di destra né di sinistra: è una battaglia per i cittadini».

Varese 2.0 per questo, vuole “tornare in marcia”: «Faremo presto delle azioni: pensiamo a interventi sul quotidiano, su temi come manutenzione e sicurezza. L’amministrazione non può trascurare la voce dei cittadini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2018
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