Dopo lo spettacolo la standing ovation per Luca Alfano e “I TantoperGioco”

Lacrime e sorrisi, dolore e speranza, sogni per il futuro e il futuro calpestato da una "Bastarda", sono queste le sensazioni contrastanti che hanno avvolto la domenica sera ternatese con "Più unico che raro – il musica"

spettacolo luca alfano

Nel suggestivo chiostro di Villa Leonardi, illuminati dalle stelle di un limpido cielo estivo, “I TantoperGioco” hanno portato in scena il musical, tratto dall’omonimo libro di Luca Alfano, “Più unico che raro”.

Ad applaudirli una platea di più di 700 persone provenienti da tutta la provincia.

«È stata una scommessa per noi, un salto nel vuoto, perché è uno spettacolo inedito e perché è la trasposizione teatrale di un testo narrativo su un argomento inusuale per un musical», ha detto Laura Nidoli, presidente dell’associazione di promozione culturale Trinate Nova che da subito, quando dieci anni fa “I TantoperGioco” esordirono con il primo spettacolo, ha creduto in loro e li ha in un certo senso adottati.

Parola chiave di questo progetto e origine di tutto è l’amicizia. È infatti grazie all’amicizia ritrovata tra Antonio Palmieri, membro della compagnia teatrale e autore dei testi dello spettacolo, e il protagonista Luca Alfano, che nasce l’idea di raccontare in parole cantate e recitate la sua storia.

spettacolo luca alfano

Luca, ma potremmo da subito chiamarlo El Pibe, nasce il 18 maggio del 1977 a Varese ed è il primogenito di Lello e Maria, coppia originaria di Gragnano, trasferitasi al nord per lavoro. Cresce alle Bustecche, nella periferia della città, e, come facilmente intuibile dal suo soprannome, ha un grande amore sin da bambino: il calcio.

Sembra essere nato con la palla tra i piedi e passa le sue giornate per le strade del quartiere a giocare insieme agli altri bambini.

È tenace, ha fame di migliorare, è uno che morde il campo e si mangia gli avversari, tanto che diventa subito colonna portante dell’Azzate Calcio, la società che lo ha formato, dove tutto è iniziato e dove tutto è inesorabilmente finito.

Perché sì, se da sempre sa di essere nato con la palla tra i piedi, quello che scoprirà lentamente è di essere anche nato con una “Bastarda” attaccata alla caviglia.

La Bastarda, come la chiama El Pibe, è una malattia degenerativa, si manifesta per la prima volta quando Luca ha 11 anni e lo accompagnerà, o meglio perseguiterà per tutta la vita.

Negli anni gli Alfano, sconfortati per le condizioni di salute del figlio e in cerca di risposte, girano gli studi medici di tutta Italia, si spingono anche all’estero, a Parigi, ma nessuno è in grado di dare loro una diagnosi certa. La malattia di questa promessa del calcio, di questo giovane ragazzo i cui sogni nel cassetto sono stati distrutti uno dopo l’altro non ha un nome.

Mentre si sente ogni giorno più stanco, fa sempre più fatica a camminare fino a dover accettare di muoversi su una sedia a rotelle, si vede attaccare la maschera dell’ossigeno da portare giorno e notte, combatte per vivere e ogni giorno perde un pezzetto della sua tanto desiderata autonomia, nessuno è in grado di dirgli chi o cosa lo sta consumando, contro chi o cosa sta combattendo. Il suo caso, gli ripetono i dottori, è più unico che raro.

Anche la diagnosi datagli nel 2001, la sindrome di Ehlers-Danlos, che per un po’ di tempo lo fa sentire protetto, o quantomeno sicuro di che volto abbia La Bastarda, si scoprirà poi non corrispondente alla realtà e la scoperta dell’ennesimo buco nell’acqua medico, sarà per lui un fendente dritto al cuore.

Ma Luca non morde solo il campo da calcio, Luca morde la vita e anche se gli ostacoli sono tanti, forse troppi, domenica sera era nelle primissime file, di fianco a mamma Maria, papà Lello e suo fratello minore Simone a guardare la sua vita messa in scena dall’amico Antonio e da tutti i membri de “I TantoperGioco”.

Più di 50 persone coinvolte tra attori e tecnici, un cast che coinvolge tutte le età: dai più piccoli, ai meno giovani. Sei mesi di duro lavoro e una regia di tutto rispetto, quella di Claudio Bertolini, ballerino professionista, direttore artistico, coreografo, regista e creativo con esperienze internazionali, che per anni ha calcato i palchi di grandi teatri e trasmissioni televisive.

Una sinergia che ha creato un’ora e mezza di emozione, pelle d’oca e tanto amore, perché quello che è arrivato al pubblico è l’amore incondizionato di Luca per la vita e della sua famiglia per lui.

«Non è stato facile accettare – dice Claudio ricordando gli inizi -, era un enorme scommessa con i mezzi che avevamo a disposizione, perché questi ragazzi non sono dei professionisti. Mille difficoltà, mille dubbi e mille perplessità, ma alla fine mi sono detto che se in ognuno di voi, dopo il nostro spettacolo è rimasto un piccolo brivido, un’emozione, un ricordo, questo credo che sia il risultato più grande. Antonio voleva fare un regalo a Luca, ma il vero regalo lo ha fatto Luca a tutti noi».

Occhi lucidi e fazzoletti in mano nel momento finale, quando tutti gli attori in abiti bianchi hanno intonato “Meraviglioso” di Domenico Modugno stringendosi intorno a Luca e alla sua famiglia al centro del palco, mentre tutto il pubblico visibilmente commosso si è alzato in piedi e ha iniziato un applauso che è sembrato essere interminabile.

“I TantoperGioco” sarebbero ben lieti di replicare lo spettacolo altrove per far conoscere ulteriormente la storia di Luca. Chiunque fosse interessato può contattarli sulla loro pagina Facebook (clicca qui).

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Pubblicato il 26 giugno 2019
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