L’Sos Valbossa si trasferisce a Vegonno: “Ripartiamo con slancio”

I lavori di ristrutturazione dello stabile di via 2 Giugno sono terminati e l'associazione ha traslocato. “Il nostro grazie va a un benefattore ma anche a tutta la comunità"

Nuova sede Sos Valbossa

Il trasferimento l’avevano immaginato in maniera diversa, con la solennità che l’evento avrebbe meritato, ma l’emergenza Covid ha scombinato i piani. L’Sos Valbossa da qualche giorno ha lasciato la sede di via Colli e ha traslocato in via 2 Giugno nella zona industriale di Azzate/Vegonno.  Lo stabile è ampio, confortevole ed è frutto di una gara d’asta che dietro ha una storia importante, di quelle che lasciano il segno.

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«L’acquisto di questa struttura, un’ex azienda, è stato possibile grazie a una importante donazione – racconta la presidente dell’Sos Valbossa Cristina Crosta -. Renato Giuliani, fondatore della Ficep e della Tecniplast ha lasciato una cospicua eredità ad alcune associazioni, una di queste era la nostra. Abbiamo saputo così che avremmo potuto disporre di una cifra molto alta: 784 mila euro». Quale occasioni migliore per fare il “grande salto” e lasciare lo stabile di proprietà del Comune in via Colli e pensare a qualcosa di definitivo.

L’associazione ha partecipato all’asta e si è aggiudicato lo stabile per 442 mila euro: una cifra importante a cui si è aggiunta la somma per la ristrutturazione degli oltre 1000 metri quadrati della struttura. Dopo alcuni mesi di lavoro ora la nuova sede dell’ Sos Valbossa è pronta ad ospitare i 7 mezzi dell’Associazione, 5 ambulanze più 2 autovetture, e i 120 volontari.

«Finalmente lo spazio è adeguato e sicuro – spiega ancora Cristina Crosta- ma l’impegno economico è andato oltre quello che avevamo preventivato. La ristrutturazione ha comportato un aggravio delle spese e siamo arrivati a 820 mila euro. A pesare alcuni imprevisti e varianti migliorative resesi necessarie».

«Nella ristrutturazione sono state adottate tutte le migliori tecnologie per garantire sicurezza e comfort per gli operatori – dice ancora la presidente di Sos Valbossa – Le aziende che hanno lavorato alla ristrutturazione, l’Icepa di Albizzate per la parte edile, la Castiglioni Impianti di Caronno Varesino per gli impianti elettrici, la Ci.Elle Clima snc di Brebbia per la climatizzazione, hanno contribuito a realizzare una sede con i sistemi tecnologici più moderni e funzionali. Ma le spese sono state davvero tante e ora speriamo che qualcuno ci dia una mano.

L’emergenza Covid, infatti, ha complicato non poco l’attività dell’associazione: «Abbiamo dovuto rinunciare all’aiuto di molti volontari: alcuni per via dell’età abbiamo deciso restassero a casa; altri lavoravano e a loro non era permesso prestare servizio; altri ancora avevano bimbi piccoli o genitori anziani e quindi hanno preferito evitare contatti con potenziali infetti. Così abbiamo dovuto assumere due persone che resteranno con noi almeno fino alla fine dell’anno.  Tutti i servizi alle manifestazioni sportive, alle feste o alle sagre sono stati annullati, come anche i servizi di trasporto sanitario per le visite mediche, e così le nostre entrate sono crollate».

Insomma, insieme alla gioia per la nuova sede, è arrivata la preoccupazione per un bilancio che non deve entrare in sofferenza.

Un appello che le comunità di Azzate e di tutti i Comuni limitrofi hanno già dimostrato di saper cogliere: lo hanno fatto contribuendo all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale durante l’emergenza Covid ma non solo: «C’è chi ci è venuto a presentarsi appena ci siamo trasferiti a Vegonno e persino chi, la F.P. di Francesco Lagioia, ci ha regalato il cancello d’ingresso della nuova sede, con tanto di stemma. Siamo certi che gli azzatesi ma non solo, sapranno cogliere l’importanza di avere un’associazione come la nostra sul territorio».

«Se tutto questo è stato possibile – conclude Cristina Crosta – lo dobbiamo alla generosità dell’imprenditore Renato Giuliani che ha visto nel nostro gruppo, fondato vent’anni fa da poche e volenterose persone, la capacità di crescere e diventare un valido sostegno per la comunità. Ma lo dobbiamo anche alla qualità professionale e allo spirito collaborativo dei nostri volontari ai quali va il nostro grazie per il lavoro e l’impegno profuso anche in epoca di emergenza».

Adesso si pensa al giorno dell’inaugurazione, quella vera, con tanto di taglio del nastro che segnerà la svolta dell’Sos Valbossa.

Per donare a SOS DELLA VALBOSSA: 

Bonifico bancario Banca INTESA IBAN IT22 F030 6909 6061 0000 0062288 – causale COVID19

Bollettino Postale conto n. 11515210 IBAN IT30 0076 0110 8000 0001 1515210 – causale COVID19

Oppure, nella dichiarazione dei redditi, con la scelta della destinazione del 5×1.000 con una semplice firma e il nostro codice fiscale, 95040070120, nel riquadro “SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO,

 

 

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Pubblicato il 22 giugno 2020
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