E la Croce s’accese

La notte di Capodanno la croce del Poncione è stata illuminata, a cinquant'anni dal suo posizionamento sulla vetta. Ecco la sua storia

 Riceviamo da Paolo Ricciardi, responsabile del sito Valganna.info, la storia della croce collocata sul Poncione di Ganna che la notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio è stata illuminata dopo 50 anni dal suo posizionamento sulla vetta (testo, foto e video sono tutti a cura di Paolo Ricciardi). Ve li riproponiamo volentieri

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La Croce illuminata sul Poncione 4 di 7

"Chiunque si trovi ad attraversare la Valganna non può fare a meno di notare la croce del Poncione. La si vede maestosa, sembra quasi che sia lì a protezione della Valle, è raggiante illuminata dal sole al suo nascere, ed è suggestiva quando la luna piena le appare accanto. Un anziano abitante di Ganna mi ha raccontato che c’è un giorno dell’anno in cui la luna piena, quando sorge dal monte, è posizionata proprio dietro alla croce e la racchiude perfettamente al centro del suo cerchio luminoso, io però non ho mai avuto la fortuna di vederla in quel modo.
In parecchi magari non si sono nemmeno mai domandati chi, quando e perché è stata portata lassù. Siamo talmente abituati a vederla che non viene da pensare che non è sempre stata là, ma qualcuno deve pur avercela portata. Chi è stato sul Poncione sa come è impervio il sentiero per arrivarci, e può capire con quanta difficoltà si sia potuto realizzare questo progetto.
Per chi non la conoscesse, ecco la storia della croce del Poncione, riassunta brevemente prendendo le informazioni dall’opuscolo realizzato dal Comune di Valganna e di Cuasso al Monte nel 2004, in occasione dei 50 anni dalla posa.

La croce di ferro, alta 9 metri, è stata fatta costruire nel 1914 dall’allora coadiutore Don Enrico Borghi, che desiderava farla mettere a dimora sul Poncione.
La proprietaria del Monte, però, non diede il suo consenso e la croce fu posizionata accanto alla Grotta di Lourdes, di fronte alla Badia, dove rimase fino al 1954. In quell’anno furono decisi dei lavori di restauro della Grotta, e così, sia per una migliore sistemazione della Grotta, sia per esaudire il desiderio di Don Enrico Borghi, ormai defunto, viene ripresa l’idea di portarla in cima al Poncione.
Ottenuto stavolta il permesso dal nuovo proprietario, con un camioncino vennero trasportate fino all’Alpe Tedesco le traversine in ferro, il cemento, l’acqua e la sabbia che servivano per il basamento, e da lì un gruppetto di una quindicina di volontari trasportarono il materiale sulle spalle fino in cima alla vetta del Poncione, costruirono la base ed assemblarono la croce. Da quel giorno (fu inaugurata il 4 Aprile 1954), la croce domina la valle.
Nel 1979, in occasione del 25° anniversario della posa, si decise di ricoprire la croce con dei vetri particolari, e in contemporanea di rinforzare il basamento e verniciare l’intelaiatura in ferro. Si trattava di vetri speciali, temprati, di 8 mm di spessore, di colore bronzo e riflettenti, che quando vengono colpiti dai raggi del sole la fanno risplendere. Anche stavolta la difficoltà maggiore fu trasportare il materiale fino in vetta, in questa occasione oltre al lavoro dei volontari vennero impiegati anche dei muli, un aiuto offerto da alcuni boscaioli che in quel periodo stavano lavorando a Mondonico. Il progetto fu portato a termine, e da allora la croce è come la vediamo oggi, illuminata dal sole ogniqualvolta sorge da dietro la cima. Anche in occasione del cinquantesimo sono stati effettuati dei lavori di manutenzione, sempre ad opera di volontari".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2014
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