Troppi insoluti alla mensa scolastica: stop a chi non ha pagato
Dura decisioned del sindaco dopo i conti dello scorso anno: 15mila euro di debiti da parte di numerose famiglie. Il sindaco: "La mensa non è un diritto e per essere sostenuto deve essere pagato"
Mensa scolastica, pasti non pagati per 15mila euro e il sindaco dice "basta": nessun figlio di genitori morosi potrà più accedere alla mensa. Il primo cittadino Lorenzo Guzzetti ha reso noti i dati del servizio mensa della scuola cittadina, servizio non obbligatorio e che viene pre-pagato dal Comune. Sulle quote pasto dell’anno scorso ci sono ancora 14.454,30 euro di debito da parte di famiglie che hanno usufruito del servizio e che non hanno pagato con un debito superiore a 80 euro.
«E non sono solo extracomunitari, così la smettiamo anche con sta storia di "Ercole aiuta quelli là" e altre idiozie del genere che ho sentito anche in campagna elettorale e che mi hanno lasciato di stucco – commenta duramente Guzzetti -. L’Amministrazione Comunale ha dato mandato all’azienda e alla Scuola di non far accedere più i bambini che hanno un debito e che hanno un genitore a casa da settimana prossima al servizio di refezione scolastica. Per i bambini i cui genitori lavorano e che dunque hanno qualche problema di organizzazione vedremo come fare attraverso un piano di rateizzazione dopo un incontro con l’ufficio Servizi Sociali».
«Voglio però aggiungere le azioni intraprese nell’anno 2013/2014 così che abbiano tutti un’idea senza equiparare così un Sindaco come me a Re Erode – aggiunge Guzzetti -. Nello scorso anno sono state inviate per due volte lettere a casa di sollecito per un totale di 867 missive. Inoltre sono stati inviati 3917 SMS (TREMILANOVECENTODICIASSETTE) di sollecito sui cellulari di questi genitori. Infine sono state fatte telefonate a tappeto 10 volte dal 30 maggio 2013 al 1 settembre 2014. L’ultima telefonata, invitava a un incontro col Sindaco nella giornata dell’8 settembre, invito raccolto da pochissimi genitori perchè il resto non si è presentato o non ha risposto al telefono. Ora abbiamo deciso di intraprendere questa strada perchè quando le persone sono in difficoltà siamo i primi a volerle aiutare, ma in questo caso siamo di fronte a un eccesso. Ringrazio i genitori che hanno accettato di incontrarmi lunedì scorso e che sono venuti a chiarire la situazione, come ringrazio quei genitori che privatamente mi hanno contattato spiegandosi sulla situazione e chiarendo che pagheranno quanto prima, scusandosi del disagio. E’ inaccettabile che ci siano persone che pur chiamati e pur sollecitati se ne freghino completamente. Come è inaccettabile che alcuni tra questi genitori abbiano invocato il fatto che la mensa è un diritto. No, non lo è. E per questo motivo adesso passiamo all’azione».
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