Quattro atenei italiani tra i 200 migliori al mondo
È il Politecnico di Milano ad aver ottenuto la miglior classificazione nella graduatoria stilata da Quacquarelli Simonds. Al primo posto il Mit di Boston e altre tre università statunitensi
Il Politecnico di Milano è la miglior università italiana. A stabilirlo è il “Qs University ranking” realizzato dalla Quacquarelli Simonds che ogni anno stila la classifica dei migliori atenei al mondo prendendo in esame risultati e organizzazione di quasi 4500 istituzioni accademiche.
Il PoliMi è riuscito ad entrare al di sotto delle 200 top collocandosi alla posizione 170. Bene anche l’Università di Bologna in 180esima posizione mentre la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Scuola Normale sono entrambe al 192esimo posto in graduatoria.
Se si leggono i dati nel dettaglio, emerge che gli atenei nostrani godono di fama sia in risultati di ricerca sia per gradimento dei datori di lavoro (recruiters). A peggiorare le performance il rapporto studente docente ( che i tagli al mondo accademico ha peggiorato) e l’internazionalizzazione.
Manco a dirlo, a guidare la classifica ci sono le più blasonate università statunitensi e britanniche: apre la graduatoria il Mit di Boston seguito da Stanford, Harvard e Caltech, il California Institute of Technology. Le altre posizioni sono riservate a Cambridge, Oxford, University College London, Imperial College.
Primo ateneo dell’Europa continentale è in Svizzera ed è il Politecnico di Zurigo (11esimo posto)
Tra i parametri considerati: la quantità di risorse impiegate per l’insegnamento, la qualità della ricerca prodotta, l’occupabilità dei laureati, e l’internazionalità.
A peggiorare le performance degli atenei italiani, dicevamo, sono internazionalizzazione e rapporto professore/studente ( oltre il 300esimo posto): il Politecnico di Milano, per esempio, si colloca al 138esimo posto per “reputazione accademica” e al 53esimo per apprezzamento da parte dei datori di lavoro ( Il primato in questo settore spetta alla Bocconi che non rientra, però, nella graduatoria perché è un’università specialistica).
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