La Regione boccia il Del Ponte: niente risonanza e tac pediatrica

La decisione risale al settembre scorso. I due macchinari necessari per rendere l'ospedale il quarto polo pediatrico lombardo. Fondazione Il Ponte del Sorriso: "Decisione strategica incomprensibile"

Nuovo ospedale Del Ponte - Michelangelo

Dovrebbe essere il quarto ospedale pediatrico lombardo. Un asse assistenziale costruito insieme a Brescia, Monza e Milano. Un hub di terzo livello dotato di competenze e tecnologia all’avanguardia per dare risposte d’eccellenza ai bambini della regione.

Così è stato più volte scritto e ribadito, nel dicembre del 2015 con le regole di sistema e, ancora nel 2017 al momento dell’inaugurazione del padiglione Michelangelo.

Purtroppo, però, nella realtà, il presidio pediatrico varesino si batte ancora per veder affermato il suo ruolo.

A richiamare l’attenzione sul futuro dell’ospedale è la Fondazione Il Ponte del Sorriso: « Il polo materno infantile ha una grossa potenzialità, è in crescita ma rischia di essere bloccato sul nascere e per sempre – commenta amareggiata la presidente Emanuela Crivellaro – La situazione è paradossale. Da una parte la Regione ha deliberato lo scorso anno, che deve diventare un hub di III livello per la cura delle malattia pediatriche di riferimento per tutta la Lombardia. Ma per diventarlo deve avere la Terapia Intensiva Pediatrica, il Pronto Soccorso Pediatrico, la Chirurgia Pediatrica. Tutte specialità che non potranno esserci senza le apparecchiature che la stessa Regione ha bocciato. Dunque?»

Nel settembre scorso, la commissione ASAT, Apparecchiature Sanitarie Alta Tecnologia, dell’Unità Organizzativa Evoluzione SSR, Investimenti e Sistema Informativo ha bocciato la richiesta dell’Asst Sette Laghi di installazione di una Tac top di gamma e di una risonanza magnetica: « Per la verità la TAC non è stata completamente bocciata – spiega la presidente Crivellaro –  E’ stata respinta la TAC top di gamma proposta, adatta a pazienti pediatrici, e indicata, invece, sufficiente una TAC di livello decisamente inferiore. Peccato che la differenza sia sostanziale, trattandosi di neonati, bambini e donne incinta. La prima ha una superficie radiante di 16 cm. e una velocità di 0,3 secondi, la seconda una superficie di soli 4 cm e dunque deve fare ben 4 giri. Cosa significa? Che la seconda ha tempi 4 volte più lunghi ed è oltre il doppio più radiante. Quando si parla di bambini, neonati, magari anche a rischio o prematuri, o che ancora devono nascere, è chiaro che subire meno radiazioni conta e parecchio. E i tempi sono altrettanto importanti, perché significa riuscire a fare degli esami senza dover sedare il bambino. Altra cosa fondamentale è che la prima TAC consente una tipologia, una quantità ed una qualità di esami di tutt’altro livello, che la seconda non è in grado di svolgere.
Per quanto riguarda la RSM, la considerazione effettuata dalla commissione è che non serve, in quanto è già a disposizione al Circolo. Ma allora i bambini e le mamme incinta devono continuare a fare avanti e indietro in ambulanza, come è sempre successo, creando enormi disagi e problemi? Ma non era proprio questa assurdità, uno dei motivi per i quali è stato realizzato il Del Ponte con una diagnostica? Non sempre, poi, l’ambulanza si muove con il neonato o il bambino da solo, ma con il pediatra o il neonatologo e/o l’infermiere e/o l’anestesista, a seconda dei casi, con grande dispendio di risorse».

Stavolta non è una questione di soldi da stanziare, ma proprio una decisione strategica incomprensibile. Ci chiediamo se questa commissione abbia davvero compreso su cosa stesse andando a deliberare, ossia su un polo materno infantile, o abbia solo considerato dei numeri statistici senza nemmeno leggere il progetto e capirne le motivazioni.

Aggiungiamo anche che per quanto riguarda la radiologia è stata anche tolta la reperibilità del tecnico radiologo.
È come dire no alla diagnostica, che significa dire no alla Terapia Intensiva e al Pronto Soccorso Pediatrico, che significa limitare l’attività chirurgica, che in conclusione significa dire un no deciso allo sviluppo dell’Ospedale Del Ponte».

Emanuela Crivellaro si rivolge quindi al Presidente lombardo Attilio Fontana sotto il cui mandato, in qualità di sindaco, tutto il percorso del Del Ponte ebbe inizio con gli Stati generali della sanità: « Gentilissimo Governatore Attilio Fontana, il polo materno infantile a Varese è partito con lei e da lei. Fu lei a convocare, nel novembre del 2006, da poco eletto Sindaco della città, gli Stati Generali della Sanità proprio per sancire pubblicamente la necessità di realizzare il polo materno infantile al  Del Ponte. Fu lei a dichiarare “Del Ponte al Circolo? Il Sindaco dice no”. Vogliamo sapere, una volte per tutte, che intenzioni ha la Regione».

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Pubblicato il 05 dicembre 2018
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Commenti

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  1. Scritto da diadora

    complimenti .
    allora perchè non si è fatto tutto al circolo???
    quanti pollitici ci hanno mangiato?

  2. Scritto da ANSA

    Per fortuna abbiamo il Presidente della Lombardia di Varese!!!!!!

  3. Scritto da Vinx

    La regione ha deciso di declassare gli Ospedali di Varese, dimostrando la solita visione Milano centrica.

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