Weekend celtico tra storia, mito e natura

Sabato 23 e domenica 24 marzo, a Cuasso al Monte due interessanti appuntamenti: una conferenza di Marco Corrias e una visita guidata al Sass de Böl

Cuasso al monte - Sass di bol

(Nella foto di Osvaldo Mussini il masso erratico in località Sass de Böl)

Doppio appuntamento sul tema dei Celti, nel fine settimana a cura della Pro Loco di Cuasso.

Sabato 23 marzo, al Nuovo teatro di Cuasso è in programma una conferenza  sul tema “Celti, guardiani delle Alpi. Golasecca e Halstatt: due versanti, una storia” con Marco Corrias, storico dell’arte e fresco autore di “Tesori di Insubria – 100 itinerari dalla Preistoria al Medioevo”, nuovo lavoro edito per Macchione editore

Corrias inquadrerà l’epoca in cui vissero i capiclan della civiltà di Golasecca, signori della brughiera rivestiti di bronzo, e dei Leponzi delle montagne, con un occhio di riguardo verso le donne del tempo, ornate di gioielli d’ambra e corallo e detentrici di ruoli di spicco. Pur senza negare il fascino del folklore irlandese e scozzese e dei baffuti Galli, l’intento sarà quello di fare maggior chiarezza su quelli che furono i “primi” Celti vissuti al di qua delle Alpi già tra il IX e il V secolo a.C.: alla riscoperta di guerrieri più simili di quanto si possa pensare agli eroi trasfigurati dell’Iliade omerica, ma anche astronomi, mercanti e traghettatori tra il mondo etrusco e quello dei Celti transalpini.

L’appuntamento è per le 21 al Nuovo Teatro di Cuasso, in Via Roma a Cuasso al Monte. Ingresso gratuito.

Domenica 24 marzo, al mattino,  l’iniziativa prosegue con una visita guidata al Sass de Böl, sempre in compagnia di Marco Corrias.

«La visita – spiegano gli organizzatori – si svolge lungo un itinerario di percorrenza medio/facile che richiede scarponcini da montagna, e punta alla valorizzazione di quello che, pur nella reminiscenza collettiva di storie tramandate dal passato, prima delle ricerche del dottor Corrias, confermate dal dottor Gaspani dell’osservatorio astronomico di Brera, era stato considerato soltanto un punto di riferimento per gli amanti del trekking e delle scampagnate. Tra archeologia e storia,  mitologia e folklore locale, visitare il   masso erratico di origine vulcanica cinto di pietre posto a monte rispetto all’abitato di Marzio, costituisce un’occasione per approfondire il valore sacro e sociale rappresentato dagli antichi templi all’aperto, frequentati dai tempi remoti della Cultura di Golasecca addirittura fino al secolo scorso».

La visita si svolge su prenotazione (costo di partecipazione 10€. Punto d’incontro ai posteggi con tabelloni dedicati alla fauna, all’ingresso di Marzio).

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Pubblicato il 22 marzo 2019
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