Il “semaforo“ per i cervi funziona: dimezzati i danni per incidenti con le auto

Resi noti i dati del progetto Roakill che in otto varchi di passaggio degli animali selvatici ha abbattuto l’incidenza dei sinistri. Risparmio di soldi, ma soprattutto strade più sicure

Avarie

Il sistema “Roadkill finanziato da Fondazione Cariplo e realizzato da Comunità Montana Valli del Verbano sta dando i frutti sperati, almeno in termini di risparmio sui rimborsi che Regione Lombardia eroga nei casi di collisione stradale con animali selvatici.

Dai dati analizzati e resi noti nel corso di un convegno in Provincia è risultato che rispetto ai comuni privi del “semaforo“ per gli animali (che li fa scappare se si avvicinano alla strada mentre sta per arrivare un’auto), la richiesta danni a Regione Lombardia è aumentata nel 2018 del 46,05% contro il 110,44% del resto della provincia di Varese: l’incremento degli incidenti riguarda l’aumento esponenziale degli animali, ma cresce della metà rispetto alle strade sprovviste di questa tecnologia.

Questa strumentazione, costata 400 mila euro è stata posizionata dopo uno studio sul territorio che ha individuato i punti più pericolosi di attraversamento degli animali, specialmente quelli di grossa taglia – cervi, cinghiali – o comunque in grado di provocare danni frequenti (come nel caso dei caprioli, che sono più piccoli ma che rappresentano il vero problema, in termini di frequenza, per gli incidenti stradali) non solo nelle aree montane ma oramai anche nelle zone periferiche delle città.

In soldoni, il risparmio per il 2018 per le casse regionali è stato di circa 34 mila euro nei Comuni dotati di impianto (Luino-Fornasette, Mesenzana-Cassano 394, Cuveglio 394, Gemonio sp45-Luveditt, Laveno Mombello ex ss394, Porto Valtravaglia sp31, Germignaga ss394).
Per fare un raffronto, i sinistri stradali nel Varesotto con animali oggetto di richiesta di rimborso alla Regione sono stati nel 2018 205 per l’importo di circa 350 mila euro, e per l’intera Lombardia sono stati rimborsati complessivamente 1.400.000 euro, sempre nel 2018.
La provincia più flagellata dagli incidenti con gli animali è quella di Varese, cui seguono Sondrio e Pavia.

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IL SISTEMA – La strumentazione funziona con lettori a raggi infrarossi e termocamere: i primi rilevano il movimento dell’animale nella boscaglia e i secondi inquadrano la tipologia di selvatico (il sistema permette di visionare le immagini in tempo reale). Quando l’animale arriva in prossimità della strada e un’auto sopraggiunge, prima viene attivato un lampeggiante e se la velocità del veicolo non scende sotto i 50 orari si attivano i dissuasori sonori – diverse tipologie: dagli spari dei cacciatori, ai lupi ai leoni – che fanno tornare gli animali nei boschi. Non sempre funziona, ma dai dati illustrati, tra averlo e non averlo, la differenza c’è. Ogni varco costa tra i 18 e i 23 mila euro e necessita di una manutenzione dal costo di circa 2.000 euro l’anno («i soldi ci sono e il sistema continuerà a funzionare anche per gli anni a venire», ha specificato l’assessore di Comunità Montana Gianpietro Ballardin).

I VANTAGGI – «Salvare anche una sola vita, vale questa cifra», ha affermato Alessandro Uggeri, di Idrogea Servizi srl che si è occupata dello studio di fattibilità, concordando con quanto affermato dal consigliere provinciale Marco Magrini, veterinario di Ats che ha ricordato nel suo discorso introduttivo i diversi casi di sinistri nelle valli dove a preoccupare non erano affatto i costi delle auto, ma le condizioni delle persone coinvolte: gravi schianti, in alcuni casi purtroppo con invalidità permanenti.

I RIMBORSI – Come funziona il rimborso regionale? È necessario inviare la domanda seguendo le indicazioni del sito della Regione e l’indennizzo è pari al 75% del danno accertato ed è corrisposto fino al limite massimo di euro 5.500,00 (IVA compresa) per sinistro.
Non sono comprese nell’indennizzo eventuali ulteriori spese che non riguardano la riparazione del veicolo, quali: traino, spese legali, fermo tecnico, beni ed oggetti personali, casco etc.
Il diritto all’indennizzo si prescrive in 24 mesi dalla data di accadimento del sinistro – art. 2952 codice civile.

GLI ANIMALI – A chiudere il cerchio rimane il problema della fauna selvatica coinvolta negli incidenti. Un problema sottolineato da Marco Magrini che ha sottolineato le criticità, soprattutto durante le ore notturne, quando quello che fu il “nucleo faunistico“ della polizia provinciale oggi non interviene per questioni di organico e budget. Spesso per l’utente la chiamata al 112 non basta e sono i veterinari a dover correre per salvare (o sopprimere a seconda dei casi), gli animali rimasti a terra.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 19 settembre 2019
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