Cinquantun anni fa la bomba di piazza Fontana, la prima delle stragi in Italia
Era il 12 dicembre 1969, fece diciassette morti, diede avvio alla stagione della violenza politica; fu solo l’antipasto di una serie di attentanti di quella “strategia della tensione”
Era 12 dicembre 1969 quando una bomba piazzata nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano esplose alle 16.37, uccidendo 17 persone e ferendone 88.
La strage fu solo l’antipasto di una serie di attentati che segneranno l’Italia, dagli anni Settanta agli Ottanta: nello stesso giorno e nelle stesse ore, a Roma, tre attentati provocarono 16 feriti, uno alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, uno in piazza Venezia e un altro all’Altare della Patria, mentre a Milano gli investigatori trovarono una seconda bomba inesplosa in piazza della Scala. Cinque anni dopo seguirono la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 (8 morti) e la strage del treno Italicus del 4 agosto 1974 (12 morti). Fino ad arrivare alla strage di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti).
Fu dunque la prima di una carrellata di stragi riconducibili a gruppi neofascisti che mise fine agli anni del boom, ma soprattutto diede avvio alla stagione della violenza politica e a quel periodo tormentato dell’Italia segnato dalla strategia della tensione.
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