“La disoccupazione preoccupa, servono azioni di sistema”
Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato: «Gli imprenditori della microimpresa sperano nella stabilità»
La produzione del 3° trimestre 2010 è stabile rispetto al 2° trimestre del 2010 (-0,13%) e in sensibile incremento nei confronti del 3° trimestre del 2009 (+4,77%). Sempre in difficoltà, però, le microaziende (da 3 a 5 addetti); le aziende di maggiori dimensioni dichiarano aumenti produttivi.
Aumentano gli ordinativi sul trimestre precedente (+5,95 %) e su base annuale (+5,72%) e le materie prime (+3,90%). Abbastanza stabili quelli dei prodotti finiti (+0,88%).
L’andamento produttivo. Rispetto al 3° periodo del 2009 mostrano aumenti produttivi la meccanica (+9,48%), il tessile (+9,52%), le pelli (+3,95%), il legno (+6,91%) e la plastica (+6,79%). Negativi i minerali non metalliferi (-6,12%), gli alimentari (-9,55%), l’abbigliamento (-8,23%).
Il fatturato. Si registrano incrementi sia nei confronti del trimestre precedente (+1,83%) che del 3° trimestre del 2009 (+6,45%). La componente estera sale rispetto allo stesso periodo del 2009 (+ 3,38%). La quota estera occupa il 5,53% del fatturato totale. Il fatturato interno aumenta nei confronti del 2° trimestre 2010 (+3,41%).
Il tasso d’utilizzo degli impianti aumenta e si attesta intorno al 65,50%. La percentuale più elevata si osserva nella meccanica (75,40%).
Gli ordinativi acquisiti nel trimestre. Si registra una sensibile crescita su base annuale pari a +5,72%. Il mercato interno sembra risvegliarsi (+6,09%) e in tono minore anche l’estero (+2,13%).
L’occupazione si è stabilizzata intorno allo 0,26%.
Le Cig (cassa integrazione guadagni) in deroga mostrano una situazione ancora difficile sul piano occupazionale, anche se nel confronto annuale e trimestrale si osservano segnali di ripresa. E’ sempre la meccanica il settore economico più esposto. Le Cig sono diminuite da 205 a 149.
Il livello delle scorte dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 69% delle imprese intervistate (dato in aumento). Aumenta al 63% il numero di aziende che non tiene scorte (60% valore del precedente periodo). Per quanto riguarda, invece, le scorte di materie prime il 57% delle imprese ritiene adeguato il livello con un saldo pari a – 8,77%; il 28 % delle aziende intervistate afferma invece di non tenere scorte.
Il CREDITO AGEVOLATO
Numero di richieste – Si attesta a 1.261 contro le 1.254 del 2009, mentre i volumi intermediati crescono dai 70 milioni del 2009 agli oltre 79 milioni del 2010. A fronte della crescita della domanda diminuiscono, invece, le erogazioni effettuate dagli istituti di credito: i milioni di euro finanziati alle nostre imprese passano da 65 a 58.
Pratiche respinte dalle banche – Nel III trimestre il tasso si attesta a circa l’11%.
Pratiche moratoria sui crediti – Al 30 settembre ammontano a 368 per oltre 19 milioni di euro.
Attesa di erogazione – Si riduce rispetto ai precedenti periodi, anche se rimane sempre elevato: circa 600 pratiche per un volume di 40 milioni di euro.
Tipologia credito – Si conferma una maggiore richiesta di liquidità rispetto agli investimenti. La quota di breve termine si attesta infatti intorno al 59% rispetto al 41% a medio lungo termine.
«Gli imprenditori della microimpresa sperano nella stabilità – dice Mauro Colombo (foto), direttore di Confartigianato Imprese Varese – perché secondo le previsioni statistiche la produzione dovrebbe aumentare di un + 7,1%. Ma il dato che sempre preoccupa è l’occupazione: è questo l’indice che dovrebbe convincere tutti noi – associazioni, imprese, sindacati, istituzioni, governo – a procedere uniti e a fare di tutto affinché si possa raggiungere un livello di competitività imprenditoriale esauriente. La crescita, seppur minima, c’è ma la sua veridicità va soppesata sul medio-lungo termine. Probabilmente l’uscita dalla crisi sarà lunga. E’ questo il momento di decisioni irrevocabili: la realizzazione di infrastrutture fisiche a misura d’impresa, educare gli imprenditori alle aggregazioni in quanto strumento di sviluppo e non via di fuga dal calo degli ordini, procedere con bandi a “tagli minimi” per le mpi (micro e piccole impresendr), procedere ad una diminuzione della tassazione, far decollare i consumi. Soprattutto, premiare quelle microimprese virtuose che di fronte alla stretta economica hanno continuato a nuotare anche senza salvagente. La fiducia ci sarà solo quando il Sistema-Italia dimostrerà di essere in grado di ridurre la disoccupazione. Questo le mpi lo hanno già fatto: ora tocca al Governo».
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