Parisi contento a metà: “Peccato, ma è un bel segnale”
Il coach della Unendo Yamamay dopo la sconfitta in gara 1 di finale scudetto: "Ci è mancata un po' di lucidità nei momenti importanti". Ortolani: "Contro queste squadre non puoi concedere niente"
Dopo la sconfitta sul campo di Piacenza in gara 1 di finale scudetto, l’umore di Carlo Parisi è in bilico tra la soddisfazione per la buona prestazione della sua squadra e il rammarico per l’occasione mancata: "Da una parte sono contento, è stata una prova da sottolineare per volontà e atteggiamento, e la squadra ha dato un bel segnale nonostante la sfortuna. Però ci è mancata un po’ di lucidità nei momenti importanti, abbiamo avuto qualche disattenzione di troppo". Ma cosa è successo dopo il secondo set? "Non è che loro abbiano cambiato molto, siamo stati noi che abbiamo avuto un calo di tensione e ci siamo innervositi perché non riuscivamo più a mettere la palla a terra, ma dobbiamo capire che contro una squadra così ci sta ogni tanto avere delle difficoltà. Comunque siamo tornati a giocarcela nel quarto set e sono stati uno o due palloni a fare la differenza: hanno prevalso la loro maggior compattezza e la loro batteria di attaccanti che in contrattacco non ci ha lasciato scampo".
Un po’ di delusione anche per Serena Ortolani: "Ci sarebbe voluto qualche errorino in meno, dovevamo essere più aggressive su certi palloni nel finale del secondo set. Contro queste squadre non bisogna mai calare in attenzione e aggressività, basta cedere un granellino e ti sovrastano". La Unendo Yamamay, però, ha dimostrato di esserci nonostante i problemi di formazione: "In questi playoff siamo cresciute tanto e abbiamo acquistato sicurezza, non ci saranno più partite come quella di Coppa Italia. Ho sempre saputo che eravamo una buona squadra, ma ci mancava il ritmo e contro Piacenza bisogna giocare sempre al massimo".
Stefania Sansonna sa che la svolta della partita è stata la rimonta del secondo set: "Abbiamo tirato fuori un gran cuore e tirato su tutto, è così che si vincono le partite perché a questo livello non si può sperare che ti regalino i punti. All’inizio loro avevano un approccio diverso in difesa, mentre noi ci guardavamo negli occhi e lasciavamo cadere la palla: questo non è da noi, non può succedere in una finale scudetto. Dal secondo set abbiamo preso coraggio e ci siamo sciolte".
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