Sbloccacrediti, Confartigianato chiede più chiarezza
Da un sondaggio della Associazione di via Milano, sottoposto a 1500 imprese, risulta che il 48% degli imprenditori vanta crediti con il comune, il 22% con lo Stato, il 17% con il sistema sanitario sazionale e il 13% con imprese pubbliche
Sono molte le imprese in provincia di Varese che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Da un sondaggio di Confartigianato Imprese Varese, sottoposto ad un campione di oltre 1000 imprese associate, si rileva che il 48% degli imprenditori vanta crediti con l’amministrazione comunale, il 22% con lo Stato, il 17% con il Sistema Sanitario Nazionale e il 13% con imprese pubbliche.
L’ammontare del credito, per una piccola impresa, non è da poco: in media si raggiungono i 20.000 euro ma con punte anche di 500.000 euro. Il 47% del credito interessa la prestazione di servizi o consulenze; il 29% si concentra su entrambe mentre solo il 24% riguarda la vendita di beni o materie prime.
Il 67% delle imprese del campione riceve il pagamento oltre i 90 giorni (quindi con 2 mesi di ritardo rispetto all’obbligo dettato dalla normativa, entrata in vigore il 1° gennaio, di pagare entro 30 giorni), il 22% registra ritardi dai 60 ai 90 giorni, mentre l’11% riceve il pagamento “secondo legge” nei 30 giorni.
I 40 miliardi di euro per accelerare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese saranno coperti mediante emissione di titoli di Stato: «Purtroppo – commenta Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Imprese Varese – non è da considerarsi una manovra eccezionale, ma l’unica vera decisione che si sarebbe dovuta prendere già tempo fa nei confronti del mondo imprenditoriale. Il provvedimento, però, dovrà chiarire quale sarà la vera entità delle risorse che verranno da subito messe a disposizione delle imprese e senza cadere nel rischio di adottare procedimenti burocratici eccessivamente complicati. Ma la cosa che più ci preoccupa è che sembra non esserci certezza sulla copertura del debito: insomma, si corre il rischio di dover intervenire fra pochi mesi con un’ulteriore manovra correttiva. L’importante, però, è che si sblocchino immediatamente i debiti, perché la disponibilità delle risorse alle imprese è urgente, con modalità di accesso alle risorse semplici e veloci».
Come affrontare questa situazione? Il campione di 1.500 imprenditori di Confartigianato Imprese Varese si divide tra un 48% “che attende” e un altro 48% che ha acceso finanziamenti per cercare di “tamponare” la situazione e far fronte a quel calo di liquidità causato dai ritardi. Il restante 5% si è affidato ad “altro” senza dettagliare, però, le proprie scelte.
«In questa economia, all’impresa deve andare tutta l’attenzione possibile», conclude il direttore Colombo. «Alla querelle tra pubblica amministrazione e imprese si deve trovare ormai una soluzione che non sia “occasionale” ma definita da procedure che rendano tranquilli gli imprenditori in un momento di crisi profonda. Il pagamento nei confronti di chi vanta crediti non è una prova straordinaria di correttezza, ma solo un obbligo che è sancito da ogni contratto di lavoro».
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