
La memoria
L’esperienza dei domiciliari, senza aver mai commesso reati
Il racconto di Sara: “La “nuova normalità” per me é aver dovuto sperimentare tolleranza, ascolto, collaborazione, pazienza, condivisione”
Il racconto di Sara: “La “nuova normalità” per me é aver dovuto sperimentare tolleranza, ascolto, collaborazione, pazienza, condivisione”
Il racconto di Marta: “Non essendo riuscita a comprare il lievito di birra e non potendomi quindi dare alla panificazione, ho utilizzato questo tempo per creare una pagina Facebook e Instagram per i miei pazienti”
Il racconto di Rita: “Ogni giorno i bambini del Nido sono nei miei pensieri perché , per esistere, hanno proprio bisogno che chi si occupa di loro e chi decide per loro, li abbiano bene in mente, ma soprattutto nel cuore”
Il racconto di Marian: “Spero che le cose continueranno a migliorare per tutti noi e cercherò di essere più ottimista per quanto riguarda gli sviluppi futuri”
Il racconto di Andrea: “Siamo stati travolti da un virus, non da una guerra, non da un terremoto, non dalla natura che si ribella e neanche dal buco nell’ozono”
Il racconto di Annalisa durante la quarantena: “Mi sentivo sola, persa. Non ho mai provato una sensazione così forte di smarrimento. Mi sono appoggiata ad un muretto e ho respirato cercando di calmarmi”
Il racconto di Claudio, responsabile di Slow food: “Facendo la solita spesa quotidiana possiamo aiutare la nostra salute e l’ambiente leggendo le etichette”
Il racconto di Francesca: “L’amore è immenso, ma lui ancora non lo sa. Il Covid non mi ha dato il tempo per dirglielo guardandolo negli occhi”
Marilena ha composto una canzone per raccontare le proprie emozioni al tempo del coronavirus
Il racconto di Raffaele: “Non possiamo né dobbiamo aspettare che qualcuno disegni il futuro per noi… inventiamo e progettiamo da protagonisti”
Il racconto di Michela: “Ho sentito la mancanza della mia famiglia, degli amici più cari e del trekking, ovviamente, ma mai in maniera pessimistica o tragica”
Il racconto di Francesco: “Dai turni in redazione alla preparazione dei brodi di verdure, dalle interviste al cambio di pannolini, dalle domeniche sui campi di calcio alle lunghe partite a nascondino”
Il ringraziamento ai "supereroi" dei reparti di terapia intensiva cardiochirurgica e cardiochirurgia «con l'augurio e la speranza che tutti si riesca a diventare come loro»
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