Otto ruote per divertirsi e diventare campioni di pattinaggio
Nel 2013 la Cardano Inline ha raggiunto l'apice con le vittorie a livello internazionale. Ma ora si guarda ai giovanissimi atleti. Resta aperto il problema della pista di via Carreggia da sistemare
L’impressione che fa in un tardo pomeriggio di fine estate è quella di una grande famiglia: i più piccoli appena arrivati, i (si spera) futuri campioni, i più grandi che campioni spesso già lo sono. E poi i genitori che partecipano con entusiasmo, i dirigenti, il presidente. La Cardano Inline, società di pattinaggio di Cardano al Campo, sembra prima di tutto “un bel gruppo”. «Per noi – spiega il presidente Roberto Boraso – è fondamentale il divertimento. I risultati sono importanti, ma soprattutto importa farli allenare in modo tranquillo, senza pressioni per ottenere sempre di più». Quando li incontriamo non è giorno di allenamento. Ma Flora D’Ambrosio, dirigente e soprattutto anima organizzativa della società, ha raccolto lo stesso una ventina di atleti di diverse età alla pista di via Carreggia. Ci sono i più grandi come il campione europeo Alberto Putignano, gli esordienti e poi qualcuno dei piccolissimi come Maria che ci dicono «ha appena iniziato e con i pattini ci va anche a letto a dormire».
Gli allenamenti sono ripresi a metà settembre dopo la prima parte di estate dedicata ai campionati
italiani, europei e mondiali. In tutto ci sono circa 30 bambini fra i 4 e 5 anni che si sono appena iscritti, una quindicina di esordienti e 25 atleti agonisti. Fra questi ultimi la maggior parte arriva dalla zona di Cardano e del gallaratese, ma ci sono anche ragazzi e ragazze che arrivano da Cantù, da Bologna e da Roma come la campionessa Francesca Lollobrigida che al 99 per cento parteciperà alle olimpiadi invernali. Per loro gli allenamenti devono essere giornalieri. «Nel 2013 abbiamo raggiunto l’apice con i risultati a livello italiano e internazionale – spiega Boraso insieme al vice Paolo Frizzarin -. Da una piccola società nata nel 2006 dalla scissione di una realtà già esistente siamo diventati grandi nei numeri e nei risultati. Ben sei dei nostri atleti sono nella nazionale italiana». La sfida adesso per il gruppo è quella di mantenere questi livelli e contemporaneamente di concentrarsi di più sul “vivaio” ovvero sugli atleti più giovani che iniziano ad affacciarsi al mondo dell’agonismo. «I più grandi arrivati a 25-27 anni fanno giustamente anche altre scelte di vita e non riescono a mantenere i ritmi di un’attività a livello agonistico. Noi come società non garantiamo uno stipendio, sul fronte economico devono contare sugli sponsor tecnici. Diciamo che la società può fare da intermediazione: in questo modo ne beneficia sia l’atleta che la società che riesce così a garantire più servizi anche al resto della squadra». Fino ad oggi la Cardano Inline ha sempre chiuso in attivo grazie alle quote pagate per i corsi e agli sponsor, ma con l’aumento degli iscritti e le difficoltà di trovare sponsor ora è più difficile. «Ma noi non ci spaventiamo e andiamo avanti» commenta Boraso.
Oltre alle questioni economiche e organizzative (come gli spostamenti per i campionati in Italia e all’estero), il punto dolente da qualche anno è la pista da 175 metri, quella ricoperta dal vesmaco rosso (una resina). Il fondo è rovinato in più punti e andrebbe rifatto e ci sarebbe anche un problema sulla dimensione leggermente inferiore ai 200 metri previsti per ospitare gare internazionali. «Abbiamo fatto domande per un bando del Coni – spiega Rocco Putignano, consigliere comunale con delega allo Sport – per ricevere dei fondi per la ristrutturazione. La spesa dovrebbe aggirarsi fra i 30 e i 60 mila. Si tratta però di lavori fondamentali per continuare ad avere un impianto adeguato». Cardano ha ospitato gli europei nel 2005 e basta fare un rapido calcolo per capire cosa potrebbe dire per la città ospitare manifestazioni che portano un buon numero di atleti, allenatori, genitori e visitatori da fuori provincia e regione.
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