I sindaci per l’accoglienza: “Il Decreto Sicurezza aumenterà lavoro nero e illegalità”

I sindaci Riccardo Del Torchio e Silvio Aimetti rilanciano le preoccupazioni per l'abolizione del sistema Sprar la cancellazione dei richiedenti asilo: "Solidali con i sindaci che fanno disobbedienza civile"

silvio aimetti

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Rete civica per l’accoglienza e la lotta alla povertà della provincia di Varese, che fa capo al sindaco di Comerio Silvio Aimetti. I sindaci sostengono l’accoglienza diffusa con progetti Sprar (oggi spazzata via in crisi dal Decreto Sicurezza) e si associano oggi alla protesta lanciata. Qui e qui due prese di posizione di segno opposto, quelle dei sindaci di Cassano Magnago e Gallarate

 

Gli Amministratori della Rete civica per l’accoglienza e la lotta alla povertà della provincia di Varese sono solidali con i Sindaci di molte citta’ che stanno promuovendo azioni di disobbedienza nei confronti del Decreto Sicurezza.
grandi concentrazioni di persone nei CAS ( Centri di accoglienza straordinaria) di difficile gestione e di impatto fortemente negativo per i cittadini, poiché l’ assenza di percorsi di integrazione porterà ad aumentare sul territorio presenze di persone in condizioni di estremo disagio, che potrebbe aprire a tentativi di reclutamento da parte della criminalità organizzata o costringere a vivere di espedienti.

Inoltre il Decreto esclude la possibilità, per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta di asilo, di iscrizione all’ anagrafe dei residenti con conseguenti criticità nell’ accesso ai diritti sociali e al diritto alla salute per la difficoltà di iscrizione al SSN senza il riconoscimento di una dimora abituale; l’ esclusione dal registro anagrafico, impedendo l’ accesso alla residenza e al rilascio della carta d’ identità, preclude poi la conclusione di un contratto di lavoro, favorendo il lavoro nero e l’ illegalità in generale che provoca problemi di pubblica sicurezza all’ interno delle comunità. Infine, il Decreto estende il periodo massimo di trattenimento dello straniero nei centri di permanenza per il rimpatrio, destinati alla sola esigenza della prima identificazione, da 90 a 180 giorni e che, oltre detto periodo, a fronte dell’ oggettiva difficoltà di effettuare rimpatri volontari e dell’ assenza di accordi con i paesi di origine, i richiedenti rimarrebbero in Italia senza avere diritti con proliferazione di marginalità estreme, disoccupazione e illegalità.
Nelle prossime settimane un significativo numero di persone non potrà più essere accettato nello SPRAR o nei CAS e di conseguenza i Comuni dovranno arrangiarsi con soluzioni precarie, estemporanee, insicure, compreso il pernottamento all’ adiaccio. Facciamo rilevare che ANCI ha stimato in 280 milioni di euro i costi amministrativi, come conseguenza diretta del Decreto sicurezza, che ricadranno su Servizi Sociali e Sanitari territoriali e dei Comuni, per l’ assistenza a soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale.

Non possiamo quindi non manifestare la nostra preoccupazione per tali provvedimenti.
In questi anni, in provincia di Varese, le esperienze di SPRAR che abbiamo attuato nei nostri Comuni con vari operatori al fine di favorire il processo di integrazione e gestione costruttiva del fenomeno immigrazione, hanno rappresentato un modello di eccellenza grazie alle capacità delle organizzazioni e associazioni, in collaborazione con tutte le istituzioni.
Come Rete civica, pertanto, esprimiamo contrarietà, associandoci alle posizioni critiche di ANCI e di vari Sindaci italiani, al decreto n. 113 del 2018 per il mancato rispetto dei principi della Costituzione e dei diritti della persona, e per la confusione e l’illegalità che deriveranno dallo smantellamento di un sistema di accoglienza strutturata. Il Decreto, oltre ad essere ingiusto, avrà, infatti, come esito l’effetto opposto rispetto a quello dichiarato poiché aumenterà la clandestinità di persone che non avranno più un’accoglienza adeguata e, di conseguenza, si acuiranno le tensioni sociali.

Pertanto ci impegniamo a portare nei Consigli Comunali, come già fatto in queste settimane, una mozione che inoltreremo al Governo, alla Presidenza della Repubblica, ai parlamentari del territorio, invitandoli a considerare gli esiti positivi dei percorsi di integrazione ed accoglienza avviati e ad analizzare con maggiore dettaglio l’ impatto negativo del Decreto. Richiederemo al Governo di istituire un tavolo di concertazione con ANCI al fine di valutare la modifica della normativa in essere, tenuto conto delle ricadute concrete sulle realtà locali, in termini economici, sociali e rispetto alla sicurezza dei territori e, nelle more, chiederemo al Ministro dell’ Interno e al Governo di sospendere gli effetti dell’ applicazione del decreto in oggetto. Chiederemo al Ministro dell’ Interno, al Governo e al Parlamento, di ampliare, rispetto a quanto oggi previsto, mediante l’ adozione di nuove disposizioni normative, l’ accoglienza SPRAR o di istituire un nuovo sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, a controllo diretto delle Amministrazioni, in modo da garantire, con il prezioso sostegno delle realtà del terzo settore, un utilizzo trasparente dei fondi e interventi di accoglienza integrata. Infine promuoveremo iniziative d’ interesse sociale che abbiano l’ obiettivo di sostenere la cultura dell’ accoglienza, diffondere informazione sui fenomeni migratori e sugli effetti del decreto, e sensibilizzare i cittadini rispetto all’ importanza dell’ integrazione sociale.
Besozzo e Comerio, 3 gennaio 2019
I Portavoce della Rete civica degli Amministratori per l’accoglienza e la lotta alla povertà della Provincia di Varese

Riccardo Del Torchio Sindaco di Besozzo
Silvio Aimetti Sindaco di Comerio

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da martin75

    Le ultime resistenze del PD…(per fortuna), ma pensate piuttosto ai nostri poveri che purtroppo ne abbiamo fin troppi in questo paese. Ricordo inoltre che in Italia gli aventi diritto all’asilo saranno si e no il 3 oil 4% e questi infatti avranno riconosciuto tale Status, il restante 96% sono clandestini e irregolari, che non hanno diritto di permanere nel territorio italiano, quindi di che cosa stiamo parlando? e non si tratta di razzismo che lo citate quando vi fa comodo, si tratta di far rispettare la LEGGE sull’immigrazione come in Svizzera o in Australia ecc…ecc…

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