Testamento biologico, Varese prima in Lombardia
Indagine dell'associazione "Luca Coscioni". A Varese l'incidenza di coloro che hanno presentato un testamento biologico è tra le più alte d'Italia
É la prima in Lombardia e, più in generale nel Nord Italia. A livello nazionale, Varese è la terza città italiana con la maggior incidenza di disposizioni di trattamento anticipate. In altre parole, di testamento biologico. Ovvero delle disposizioni rispetto alla volontà di essere o meno sottoposti a cure nel momento in cui una malattia impedisca ad una persona di manifestarla direttamente ai medici.
A raccogliere i dati è stata l’associazione “Luca Coscioni‘” che, nello scorso mese di ottobre, ha presentato delle richieste di accesso agli atti nei 106 comuni italiani con più di 60mila abitanti. Obiettivo, quello di comprendere quante siano le disposizioni anticipate di trattamento depositate. In questa mappa il quadro complessivo.
Ogni punto sulla mappa rappresenta una delle città rispetto alle quali sono stati ottenuti i dati. Più un punti è grande e tende al rosso, maggiori sono le disposizioni presentate. Il filtro in alto a sinistra permette di zoomare sul territorio di una singola regione.
Sulla mappa non è rappresentato il numero assoluto dei testamenti biologici presentati in ciascun comune, ma la loro incidenza. Ovvero quanti Dat sono stati protocollati ogni mille residenti. La prima realtà italiana è Pesaro, con 7,5 ogni mille abitanti, seguita da Matera con 6,84 e appunto da Varese con 6,49. La Città Giardino, che aveva istituito uno sportello dedicato al tema nel 2018, è dunque la prima città lombarda.
A livello lombardo, la seconda città è sempre una realtà del territorio varesino, ovvero Busto Arsizio. Qui i dati presentati a Palazzo Gilardoni sono stati 5,12 ogni mille abitanti. A Milano le istanze sono 3,57 per mille residenti. A Legnano, ultima in Lombardia, sono appena 2,37.
«La differenza nei dati», spiega Marco Cappato, tesoriere dell’associazione “Luca Coscioni”, «è esclusiva responsabilità della politica, quella nazionale per l’assenza di una campagna informativa, quella locale per gli ostacoli che i comuni frappongono ai cittadini». Non a Varese, certamente, dove invece l’incidenza di coloro che hanno deciso di presentare un testamento biologico è tra le più alte d’Italia.
Foto di truthseeker08 su Pixabay
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