I 25 mila euro arrivano nel giro di due o tre giorni

Il convegno di Confcommercio e Ascomfidi dedicato alla garanzia pubblica e al credito bancario ha chiarito molti punti controversi. Roberta Benedicenti di Intesa Sanpaolo ha fornito i primi dati sui finanziamenti a sostegno della liquidità

Generico 2018

Gli italiani, abituati da sempre alle corse a ostacoli con la burocrazia, si aspettavano che anche il finanziamento di 25 mila euro, previsto dal decreto Liquidità dell’8 aprile scorso, per sostenere le imprese e le attività commerciali sarebbe arrivato con il solito ritardo o ancor peggio a pandemia conclusa. A sgomberare il campo da ogni dubbio è arrivata la testimonianza della responsabile di Intesa Sanpaolo per la regione Lombardia intervenuta al convegno online, organizzato da Confcommercio  Varese e Ascomfidi, dedicato alla garanzia pubblica e al credito bancario.
«In questa fase siamo noi ad avvertire i clienti – ha spiegato Roberta Benedicenti -. Non c’è bisogno di recarsi in filiale, la domanda si presenta online attraverso il nostro sito e la risposta arriva in un paio di giorni. In tutta Italia abbiamo già risposto a migliaia di richieste».

Da Intesa Sanpaolo confermano che per quanto riguarda le domande fino a 25.000 euro, possibili da lunedì 20 aprile, la banca ha già effettuato 1.000 accrediti in conto corrente e altre 7.000 pratiche sono in erogazione, con tassi che partono dallo 0,04%. Il flusso è naturalmente altissimo: si arriva anche a 30mila domande in una sola giornata. 

In prossimità della cosiddetta Fase 2, che dovrebbe segnare l’inizio della ripartenza, oltre alla paura di un ritorno del contagio c’è anche l’ansia di poter accedere alle misure di sostegno messe in campo dal governo. Per far emergere dubbi e domande degli imprenditori, i relatori, Claudio Verderio, direttore di AscomFidi Varese, Roberta Artusio, responsabile operations di Cerved Finline e Roberta Benedicenti di Intesa Sanpaolo, hanno lasciato grande spazio ai diretti interessati.

Tra i quesiti più gettonati: la possibilità di cumulare più misure di finanziamento, il tasso di interesse, la possibilità di ottenere la garanzia per finanziamenti precedenti all’emergenza sanitaria, la documentazione necessaria per calcolare il 25%  nel caso non sia stato ancora depositato il bilancio relativo al 2019 o consegnato il modello Unico. E ancora: i tempi di preammortamento, l’applicabilità delle misure alle startup, i settori esclusi dalla misura e quelli ammessi.

«La richiesta di finanziamento di 25mila euro non inibisce l’accesso ad altre misure garantite dal fondo di garanzia, previa verifica delle caratteristiche dell’azienda. Per la documentazione necessaria ad accedere alla misura, il fondo di garanzia richiede l’ultimo bilancio depositato per le società di capitali, mentre nel caso di società di persone l’ultima dichiarazione dei redditi. Per le aziende che non hanno storicità, per esempio una startup, si possono utilizzare gli ultimi documenti fiscali presentati, come la dichiarazione Iva 2020 o un’autodichiarazione. Il tasso di interesse, che non è un tasso fisso,  secondo una nostra stima dovrebbe aggirarsi attorno all’ 1,8 % o al massimo all’1,9%» ha risposto Roberta Artusio.

Gli esperti hanno inoltre chiarito che nel caso si acceda alla misura dei 25mila euro avendo già in essere un finanziamento si può rifinanziare con il fondo anche questo a condizione che venga aggiunto almeno il 10 per cento di credito in più, calcolato sulla cifra finanziata in passato. Infine, il periodo di preammortamento non può essere inferiore ai 24 mesi e tra i settori esclusi dal fondo di garanzia c’è l’agricoltura perché è dotata di un fondo specifico, così come banche e assicurazioni.

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

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Pubblicato il 25 Aprile 2020
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