Costruiscono un robot giapponese di 5 metri per ricordare l’amico scomparso
L'inaugurazione della statua, ispirata ai robot degli anni '70 e realizzata in mattoni, metallo e luci led, avverrà venerdì 12 settembre nel Parco Fara Forni. Gli amici: "Raffigura un nuovo inizio"
Un Robot alto cinque metri per ricordare un amico scomparso. Una scultura artigianale, originale e unica, chiamata MHM972, ispirata ai robot giapponesi degli anni ’70 che fanno capo alla tipologia dei Gundam, resi famosi anche da un popolare cartone animato. Ma questa scultura è unica ed è stata realizzata nel parco Fara Forni di Vedano Olona da un gruppo di amici che, insieme all’artista Nando Andreoli, hanno voluto ricordare il Macca, Francesco Maccarini, archietteto, artista, amico prematuramente scomparso nel 2012.
Il robot MHM972 è ancora avvolto da un telo e ne emergono solo pochi particolari. Esiste una pagina Facebook e un sito con cui gli amici del Macca hanno tenuto aggiornati i vedanesi su come procedeva l’opera. Per ultimare la statua è stata aperta anche un’operazione di crowfinding, per raccogliere i 3mila euro necessari. Operazione che, anche questa, si è dimostrata un successo. Ora la prossima tappa è l’inaugurazione, in programma per la sera del 12 settembre al parco Fara Forni di Vedano Olona, con l’inizio della nuova edizione di Maccastoria, il festival musicale che per due giorni animarà il parco. Ad aprire il festival anche Omar Stellacci e la Mama Bluegrass Band.
A raccontare di cosa si tratta sono gli stessi amici del Macca: «È una scultura di 5 metri di altezza, completamente realizzata a mano dall’artista Nando Andreoli con l’utilizzo di acciaio, mattoni, intagli di ceramica colorata e luci led. Realizzare proprio questo robot nasce dal nostro desiderio di ricordare il Macca, uomo dalla personalità originale e creativa e amico insostituibile. L’opera rappresenta la sintesi delle sue caratteristiche e delle sue più grandi passioni perché coniuga bellezza e fantasia con l’amore per la potenza dei robot giapponesi alle quali si uniscono l’interesse per l’arte e l’architettura, ambito nel quale svolgeva la sua professione. Ma non solo. Il robot MHM972 vuole raffigurare un inizio. Un simbolo in cui, chiunque vi posi lo sguardo, possa trovare un proprio senso di futuro».
«Non è importante solo il passato, solo quello che è successo – concludono gli amici -. Anche per noi è una cosa difficile da accettare, ma vorremmo che questa costruzione fosse prima di tutto un’opera d’arte. Sarà legata per sempre a lui e per noi è stato un modo di reagire e di stare insieme. Adesso vorremmo il robot abbia una sua storia, che abbellisca il parco, il paese. Lasciando un segno di amicizia e speranza».
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