“Le grandi domande sono ancora tra noi?” Carlo Sini a Filosofarti

Una riflessione sulle grandi domande della civiltà di cui la filosofia si fa portavoce, passando da Spinoza, a Nietzsche e a Giacomo Leopardi, da parte di Carlo Sini per Filosofarti 2021

Carlo Sini Filosofarti

Insieme all’utopia, ovvero il luogo che non c’è, si può riflettere sulla realtà, «su quello che c’è»: il professore Carlo Sini («un figlio dei filosofi e loro continuatore», usando le sue parole) ha tenuto una lezione di etica della filosofia, facendo dialogare Spinoza e Giacomo Leopardi martedì 23 febbraio.

La lectio magistralis rientra nel circuito culturale di Filosofarti, che quest’anno si tiene interamente online dal 20 febbraio a sabato 6 marzo; Sini è stato presentato da Viviana Faschi.

«Nella generalità dei casi non ci poniamo una domanda formidabile: Che cos’è la realtà? Iniziamo a inquisirci e a interrogarci quando le cose iniziano ad andare male».

Richiamandosi al Trattato teologico politico di Spinoza, ha ricordato i due sentimenti che prevalgono quando gli uomini soffrono: il timore e la speranza «fanno sorgere le domande, cui vengono date delle risposte superstiziose». Non c’è niente di peggio – secondo il filosofo – che affidarsi, in preda all’angoscia e alla paura, alle superstizioni «dimenticando la ragione che è dentro di noi e il pensiero che, insieme alla riflessione, sono il dono più grande che abbiamo».

 

La conferenza di Carlo Sini sul canale YouTube di Filosofarti

Contro alla ragione che Spinoza oppone alle grandi domande, Giacomo Leopardi ricorre al suo «totale e invalicabile pessimismo». Rileggendo dei passi dell’operetta morale Dialogo della natura e di un islandese («un uomo che, da non credente, crede comunque che qualcuno lo abbia messo sulla Terra a farlo soffrire», ha precisato Sini), il professore ha dimostrato come alla grande domanda non ci siano risposte: «I dolori, i patimenti e la morte sono parte della vita. Ogni cosa per esistere non può che farlo a danno di altri».

L’islandese, «un camminatore in cerca dell’utopia», ribatte a questa cosmologia oggettiva della natura (come l’aveva intesa Spinoza), ma anche in punto di morte riceve l’ultimo sberleffo e con lui l’intera cultura umana. Ma – continua Sini – la domanda è problematica e paradossale: «Nessuno è responsabile del suo essere qui; il suo essere qui è semplicemente caso, casualità atomistica di quest’universo della creazione e della dissoluzione». Chi ascolterà questo suo ragionare?

«Sbranato vivo da un leone, il suo corpo viene ritrovato e portato in una mausoleo: da mummia verrà onorato nei musei delle città europee», precisa Sini, sottolineando come Leopardi si sia scagliato contro la follia della natura umana, «che è vana, inutile e non prende coscienza dell’inutilità della vita sul mondo». Una corrosiva retorica, quella di Leopardi, per cui tutto è vanitas vanitatum.

Le grandi domande – ha continuato Sini – ci sono quando il dolore entra a dirimpetto nella vita: «Un modo di ragionare drastico che sospende tutte le risposte della religione. Come sosteneva Nietzsche, la religione cristiana, di fronte alle grandi domande sul dolore, ha dato una risposta: è colpa degli uomini», costruendo così una spiegazione mitologica «che ha reso possibile, e quindi tollerabile, la sofferenza».

Quando la morte interviene con la sua logica, diversa da quella degli uomini, «tutto cade nel nulla»: essa, però, afferma con convinzione Sini, «non è la nostra nemica, bensì una sorella magnanima che ci viene in soccorso in una vita angosciosa e dolorosa». La grande domanda su cosa ci sia dopo la morte «risuona in un silenzio universale da millenni» nelle culture occidentali, ha continuato.

Quid facerem, dunque? «Un filosofo deve esibire e mostrare in maniera umile, modesta, ma anche ferma e decisa la sua più grande virtù, il coraggio: il coraggio della domanda, dell’attesa, della sospensione della domanda, di continuare a crede che questo domandare che abbia una ragion d’essere, una dignità e un’utilità per gli essere umani. Comprendere che talvolta la domanda è sfasata». Il coraggio della filosofia deve arrivare «a dire a Leopardi che l’islandese non ha ragione, perché le sue ragioni del lamentarsi sono chiusi nella sua logica, che pretenderebbe quello che nello stesso tempo nega che ci sia, la provvidenza»: non c’è nessuna provvidenza, ma solo il male e il dolore. «E allora? – conclude – affrontalo».

Gli eventi di Filosofarti vengono proposti live sulla pagina facebook (qui) e caricate sul canale Youtube, dove possono essere recuperate (clicca qui per il programma e trovare le videoregistrazioni).

Cacciari, Galimberti, Sara Magnoli e tanti altri: tutti gli eventi di Filosofarti 2021

Nicole Erbetti
nicole.erbetti@gmail.com

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Pubblicato il 24 Febbraio 2021
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