Milano assorbe i profili qualificati, Varese cerca tecnici e operai specializzati
L’analisi di Brizio Castrignanò, referente dell’Osservatorio provinciale del lavoro, su un mercato sempre più diviso tra attrattività esterna e bisogni interni
Nell’ultimo convegno dell’anno appena trascorso dedicato al mercato del lavoro in provincia di Varese, “Oltre i confini, attrarre i talenti, rendere competitivo il territorio”, Brizio Castrignanò (foto sopra), referente dell’Osservatorio provinciale del lavoro, ha parlato della profonda trasformazione in atto nel territorio.
Se da una parte Milano continua ad attrarre profili qualificati come consulenti aziendali, tecnici del marketing, analisti e progettisti software, dall’altra le imprese della provincia di Varese faticano soprattutto a trovare operai specializzati, dall’edilizia all’impiantistica, dai saldatori ai tecnici meccanici ed elettronici, passando per idraulici e montatori di macchine utensili.
IL CROLLO DEMOGRAFICO
Castrignanò nella sua analisi, incrociando più fonti di dati, è partito dalla situazione demografica. Al 1° gennaio 2025 i residenti in provincia di Varese sono 881.907, un dato in lieve ripresa rispetto agli ultimi anni, ma ancora inferiore ai circa 886 mila del 2015. La serie storica mostra un crollo significativo nel biennio 2021-2022, seguito solo recentemente da una moderata ripresa. Un segnale che non modifica una tendenza di fondo ormai consolidata.
Che la popolazione della provincia di Varese stia invecchiando è ormai un dato di fatto. Solo il 12 per cento dei residenti ha meno di 15 anni, mentre il 15 per cento si colloca tra i 15 e i 29 anni. La fascia centrale rappresenta il 48 per cento, mentre un quarto della popolazione ha più di 60 anni. La popolazione in età potenzialmente lavorativa, compresa tra i 15 e i 64 anni, è pari a circa 554 mila persone, il 63 per cento del totale.
CITTADINI STRANIERI
Un altro elemento strutturale, sottolineato da Castriganò, riguarda la cittadinanza. Il 91 per cento dei residenti è italiano, mentre il 9 per cento è composto da cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono quella albanese, seguita da quella rumena e marocchina. Incrociando i dati demografici con quelli previdenziali dell’Inps emerge che circa 54 mila cittadini stranieri risultano lavoratori dipendenti o autonomi, a cui si aggiungono pensionati e percettori di prestazioni. Una componente tutt’altro che marginale nel funzionamento del mercato del lavoro provinciale.
L’EVOLUZIONE NEL TEMPO
Il dato più critico riguarda però l’evoluzione nel tempo. Confrontando il 2019 con il 2025, secondo Castrignanò, si registra una diminuzione marcata della popolazione tra 0 e 14 anni, cioè di coloro che nei prossimi anni dovrebbero affacciarsi al mercato del lavoro. Parallelamente crescono in modo quasi speculare le classi di età più anziane. L’indice di dipendenza strutturale, che misura il rapporto tra popolazione non attiva e popolazione in età lavorativa, è oggi al 51 per cento. Nel 2002 era al 46 per cento e, secondo le proiezioni, potrebbe arrivare al 65 per cento entro il 2035.

NUOVI RESIDENTI E NUOVI ASSUNTI
Nel 2024 oltre 19 mila persone hanno trasferito la residenza in provincia di Varese provenendo da altri territori. Circa 7 mila arrivano da altre province lombarde, 5 mila da altre regioni italiane e 6.400 dall’estero. Le uscite sono state circa 13.400, con un saldo complessivamente positivo. Tuttavia, il dato che emerge con maggiore forza è la perdita di cittadini italiani verso l’estero, molto più consistente dei rientri.
La mobilità per motivi di lavoro accentua ulteriormente queste dinamiche. Le imprese varesine hanno effettuato circa 30 mila assunzioni di persone residenti in altri territori, pari a quasi tre assunzioni su quattro. In larga parte si tratta di giovani e nel 42 per cento dei casi di persone provenienti dalla provincia di Milano. Allo stesso tempo, il 37 per cento dei residenti in provincia che sono stati assunti nel 2024 ha trovato lavoro fuori dal territorio varesino. Oltre la metà di questi, il 54 per cento, è stata assorbita dalla provincia di Milano.
MILANO ATTRAE PROFILI QUALIFICATI
È su questo piano che si gioca la competitività territoriale. Milano non attrae solo più lavoratori, ma profili professionali diversi. Le assunzioni di residenti varesini nel capoluogo metropolitano riguardano più spesso figure del terziario avanzato, mentre il mercato del lavoro locale continua a esprimere una forte domanda di competenze tecniche e operative. Secondo le previsioni di assunzione, le figure più difficili da reperire in provincia di Varese restano gli operai specializzati dell’edilizia, gli elettricisti e gli idraulici, i saldatori, i tecnici meccanici ed elettronici, gli installatori e i manutentori di impianti e macchinari industriali.
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