“Quando De André si mise in platea a mangiare pasta al burro”

A vent'anni dalla scomparsa del cantautore sono diversi i ricordi e legami con la città di Varese, dalla copertina di "Anime Salve" ai suoi concerti

Musica Generica

Fabrizio De André è stato uno dei più grandi cantautori italiani e i ricordi legati a lui, alla sua vita, ai suoi concerti, alle sue canzoni sono moltissimi. Faber, così come l’aveva soprannominato l’amico Paolo Villaggio, ha lasciato tracce anche legate a Varese e ai varesini e in occasione del ventennale dalla sua morte (l’11 gennaio) sono diverse le occasioni per ricordarlo (foto da wikipedia).

Il primo ricordo è quello di Miguel Dell’Acqua, promoter che in più occasioni ha lavorato con lui: «Uno dei ricordi che ho di lui risale ad un concerto che avevo organizzato a Legnano, al Teatro Galleria, nel ’95 o ’96: il palcoscenico era pronto e stavamo aspettando di aprire le porte al pubblico. In teatro c’eravamo solo io, lui e il fonico; De André chiese un piatto di pasta al burro e al formaggio e si mise a mangiarlo seduto in platea. E’ una fotografia di lui che mi fa sorridere, è un bel ricordo».

Un altro legame con la città di Varese è quello con la fotografa Isabel Lima di origine brasiliana e varesina di adozione: è sua la copertina “Anime Salve”. «Il primo incontro con Fabrizio De André è rimasto nitidamente impresso nella mia memoria. È stato un insieme di sensazioni, suoni, colori, odori». Quella fotografia con la bambina in copertina, che indossa il suo vestito da festa, seduta per terra, mentre guarda un fiore le ha permesso di incontrare il grande artista: «(…)Entrai in questa grande sala piena di apparecchiature varie, luce bassa, e sulla destra, nell’angolo, ho avvistato il fumo della sigaretta. In piedi, con la testa in giù, con lo sguardo lontano, viaggiava dentro alla sua musica. Era lui, Fabrizio D’André».

Isabel Lima e Fabrizio De Andrè

Un altro legame con la città di Varese l’abbiamo rintracciato nella mostra del  2009 al Palazzo Ducale di Genova, organizzata per il decennale della morte. Uno dei pochi manifesti  dedicati ai concerti del cantautore genovese presenti durante quell’esposizione era quello del 30 gennaio 1976 al Palazzetto dello sport di Masnago.

Il primo tour risaliva a un anno prima (1975), novanta date con partenza dalla “Bussola” di patron Bernardini, con Beppe Grillo a fare da apripista e un esordiente Eugenio Finardi a fare da spalla. Il concerto del Palazzetto era un’occasione particolare perché serviva per una sottoscrizione del “Quotidiano dei lavoratori”, organizzato dal Circolo “La comune” di Varese e il concerto non poteva che essere “Storia di un impiegato”, disco registrato nel 1973 per l’etichetta Produttori associati. Ingresso più sottoscrizione costava 1.500 lire.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 09 gennaio 2019
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