La maggioranza boccia il progetto Coinger

Solo "Buguggiate nel cuore" ha detto no alla tariffa puntuale di bacino. La Lega: "Riteniamo il progetto valido: non dobbiamo più solo differenziare meglio ma anche produrre meno rifiuti, per questo occorre introdurre un cambiamento forte"

Nuovo consiglio comunale di Buguggiate (2019)

Buguggiate ha bocciato l’adesione alla tariffa puntuale di bacino. Nel corso di un consiglio comunale piuttosto dibattuto la maggioranza ha votato compatta contro la proposta di Coinger.

Non così la minoranza che si è sfilata e ha votato contro la decisione di “Buguggiate nel Cuore”, il partito che governa. «Ribadiamo il nostro favore al progetto, del resto indicato anche nel nostro programma elettorale – dichiara Ilaria Mai capogruppo della Lega, in minoranza in consiglio comunale– ; non neghiamo di aver svolto,  durante il mandato di maggioranza,  un ruolo contraddistinto da azioni di critica costruttiva, e di aver maturato opinioni non sempre in linea con la società, ma sempre con l’idea di migliorare i contenuti del progetto, senza mai pensare di stopparlo.

Riteniamo il progetto valido: non dobbiamo più solo differenziare meglio ma anche produrre meno rifiuti, per ottenere ciò occorre introdurre un cambiamento forte. E’ giunta l’ora delle scelte coraggiose. Coinger rappresenta una realtà virtuosa, sia in termini gestionali che economico- finanziari; da oltre 50 anni è una esperienza associativa vincente. La diffidenza manifestata dall’attuale maggioranza nei confronti delle cariche sociali – da ultimo con la questione legittimità del presidente dell’assemblea Ginelli, a nostro avviso del tutto infondata e pretestuosa – non è giustificata e non rende merito alle capacità dimostrate dagli amministratori Coinger, ma soprattutto non sono state ancora individuate valide alternative per il servizio di igiene urbana».

«La possibilità, anche solo in ipotesi,  di recedere da Coinger appare una scelta irresponsabile e potenzialmente dannosa – continua il gruppo guidato da Ilaria Mai, rinunciare alla quota in house optando per un “semplice” fornitore del servizio, evidenzia un impoverimento per l’ente, ora detentore di una quota societaria.
Una responsabilità pesante che non ci sentiamo di condividere, una “non scelta”, che lascia ad altri l’onere di avviare il progetto, stando a guardare cosa succede… E i cittadini? Sono d’accordo nell’abbandonare Coinger? Sono d’accordo nel rimanere ancorati a vecchi sistemi iniqui, basati sui mq. dell’abitazione e non sui rifiuti effettivamente prodotti, mentre altri si avviamo verso sistemi evoluti? Chiediamo ai cittadini cosa ne pensano, se a loro interessano solo feste e luminarie, asfaltature a novembre e avvisi di sfratto sulle tombe – in alcuni casi neppure giustificati (in questa occasione non ci si è preoccupati di addossare ulteriori oneri ai cittadini…), oppure desiderano amministratori lungimiranti, capaci di compiere scelte coraggiose e portare avanti progetti ambiziosi».

La posizione della maggioranza è invece sintetizzata dal consigliere comunale  Beppe Colombo: «Quello che non ci convince e ci ha indotto a votare contro la proposta di Coinger è il metodo, soprattutto nell’esplicitazione di un piano finanziario vago e con molti punti non risolti; da circa tre mesi chiediamo chiarezza e definizione verosimile. In primis chiediamo perché la simulazione del piano è definito su una costante di quantità di rifiuti prodotti in cinque anni, quando lo scopo, lodevole, è quello di diminuire (differenziando) la quantità degli stessi?
Poi, per continuare perché non vi è un piano finanziario degli investimenti definito in tutti i suoi aspetti (incremento personale, mezzi, ecc) E ancora: ci chiediamo su quali reali necessità si fondi la richiesta di quei 900.000 euro per un nuovo magazzino/ sede?
E il servizio di pulizia e spazzamento strade, come la raccolta dei rifiuti negli spazi pubblici, come avverrà e con quali costi?
Infine, perché iniziare di colpo con un servizio sperimentato su un comune, Morazzone ( su 25 degli aderenti al progetto Coinger) che esprime un bacino di utenza di circa 4.300 abitanti ( contro gli oltre 100.000 del bacino Coinger), anziché procedere per gradi in modo da tarare meglio questo servizio?
Questi sono alcuni dei motivi che dieci comuni soci di Coinger ( ovvero il 40% dei soci) chiedono di ridefinire per far sì che il progetto nasca in maniera efficace per i propri cittadini.
Una richiesta legittima di confronto non pregiudiziale che ci ha indotto a votare contro l’adozione della Tariffa Puntuale di Bacino, così come è strutturata oggi. Una cambiale in bianco, un atto di fiducia incondizionato basato sul “prendere a scatola chiusa”. Mi spiace, per rispetto dei miei concittadini, chiediamo semplicemente chiarezza e definizione».

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Pubblicato il 20 novembre 2019
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