Twiggy chiude i battenti, a Varese finisce un’epoca

Il locale aperto undici anni fa non riaprirà. A confermare la notizia è il fondatore Francesco Brezzi: "Quel periodo resterà irripetibile"

Tempo libero generica

Chissà se Twiggy Lawson sa che il suo nome è così famoso in città e che in qualche modo resterà nella storia di Varese. A rendere famosa la modella inglese ci ha pensato quel locale dallo stile british in fondo a via De Cristoforis che negli anni per tanti è diventato una seconda casa. Un luogo di incontro, un punto di riferimento. Un posto che mancherà a tutti. Sì, perché la sua saracinesca non riaprirà, nemmeno quando la pandemia sarà finita e si potrà tornare ad uscire la sera.

La notizia circolava da tempo e in molti si sono già rassegnarsi all’idea di non poter più fare un aperitivo con gli amici tra i suoi tavoli, ma non sarà comunque facile svegliarsi dall’intorpedimento dei lockdown rinunciando all’abitudine di scrivere su WhatsApp: “ci vediamo più tardi da Twiggy”. Nessuna tragedia, ma è certo che la città perde un luogo che ha fatto storia.

Francesco Brezzi, fondatore del locale, spiega che la decisione è maturata prima del lockdown e che l’incertezza legata al Covid ha solo accelerato e confermato una decisione (il locale è chiuso dal 6 marzo).

«È finita un’epoca – racconta -. Il locale è stato aperto undici anni fa, alla base aveva un’idea forte che siamo riusciti a tramutare in business. Le cose sono cambiate, come è fisiologico che sia. In questo periodo di incertezze, inoltre, non avremmo avuto la forza di riaprire e abbiamo seguito il consiglio dei nostri consulenti. Restano invece aperti altri rami della società, quello dello street food e dell’organizzazione di eventi».

Twiggy Cafè, per tutti solo Twiggy, è stato inaugurato nel 2009 da Brezzi con l’allora socio Nicola Oldrini e con Giuseppe Marmina alla direzione artistica. Fin dall’inizio ha avuto un’impronta tutta nuova rispetto al resto dei locali, con l’arredamento in stile anni Sessanta e i tavoloni di legno dove fermarsi per mangiare o bere un cocktail. Ma soprattutto voleva essere un luogo dove “si produceva” musica, aiutato anche dal fatto che già allora Francesco Brezzi era proprietario della Ghost Records. «Il vantaggio di lavorare in una casa discografica ha fatto tanto – spiega Brezzi -. Nella storia di Twiggy ci sono tanti sogni realizzati».

Generica 2020

Il primo concerto ha visto i Cymbal Eat Guitars, sono seguiti nomi come Silver Mt.Zion, Sophia, Barzin e tanti altri provenienti da tutto il mondo. Tra gli italiani il palchetto di Twiggy ha visto Tommaso Paradiso, Lo Stato Sociale, i Calibro 35, ma anche Dente, Brunori Sas, i varesini Triangolo e moltissimi altri.

«Abbiamo avuto la fortuna di vedere e portare concerti meravigliosi. A Varese non c’era mai stata una cosa del genere, tutti le persone che arrivavano da fuori dicevano che assomigliava ad un pub inglese o americano ed è da lì che mi sono ispirato».

Twiggy negli anni ha vissuto diverse fasi, l’ultima gestione è stata quella di Brezzi con Andrea Frattini. La gestione precedente ha visto anche Riccardo Tranquillini. «Il marchio Twiggy resterà nella storia, qualsiasi cosa arriverà dopo, quel periodo è irripetibile». Undici anni segnati da feste, dj set, serate di poesia, presentazione di libri, momenti felici, soddisfazioni, ma anche fatica. «La burocrazia certo non mi mancherà. Mi spiacerà, invece, non sentire più le persone entrare nel locale e dire che per loro Twiggy è una seconda casa».

Il locale, di proprietà della Coopuf – Coperativa Unione Familiare, quindi cambia nuovamente strada. Ma per almeno una generazione resterà sempre e solo Twiggy.

Adelia Brigo
adelia.brigo@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Gennaio 2021
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Commenti

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  1. Giulio Moroni
    Scritto da Giulio Moroni

    Non ho parole. Francesco non farci questo. Potrei anche incatenarmi alla ringhiera fuori dall’entrata dove ci si trovava a fumarne una.
    Bella gente, belle idee, buona musica, amore per la cucina e per il bere bene.
    L’unico locale di Varese dove non mi sentivo anziano, dove nessuno mi ha mai guardato male.
    Quando finirà sta roba brutta che stiamo vivendo ci sarà più voglia di vivere cose belle ed il Twiggy è una di queste. Bisogna resistere tutti insieme e non lasciare che questo strazio stravolga per sempre le nostre vite, le abitudini, le relazioni e faccia scomparire i luoghi di aggregazione, quelli buoni ovviamente.
    Francesco ripensaci.
    giuliomoroni

  2. Scritto da Giovanni28

    I residenti in via De Cristoforis e vie limitrofe ringraziano! La maleducazione e l’improtitudine dei proprietari e gestori del locale hanno impedito di trovare, per anni, una soluzione alle difficoltà che la frequentazione del locale hanno provocato a chi risiedeva i zona! E’ un peccato, perché sarebbe bastato poco per salvaguardare il diritto al divertimento di alcuni ed il diritto al riposo di altri, ma non è stato possibile parlare con persone così poco rispettose. Speriamo nel futuro!

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