Il nebbione della Schiranna? “Fenomeno molto comune, ecco perché”
Dal centro geofisico prealpino spiegano i motivi del “muro“ di foschia che aveva interessato la strada intorno al lago di Varese. Colpa di due fattori
Microclima del lago e notti sempre più lunghe. I fattori che riguardano fenomeni meteorologici spesso sono diversi, ma in tanti, fra i lettori di Varesenews, si sono domandati il perché di quella fitta foschia intorno al lago di Varese notata nella giornata di sabato.
Un evento di certo non raro, ma forse inaspettato: poco più a Nord rispetto al punto dove le auto entravano nel “muro“ di nebbia (la visibilità era ridotta ma non si trattava di un vero e proprio “banco“ di nebbia) c’era il sole. Poi, appunto all’improvviso, nella parte di strada che va più o meno da Calcinate del Pesce alla Schiranna, ecco il cambiamento: un tuffo nell’autunno inoltrato.
Perché questo fenomeno? «È molto comune la nebbia sul lago di Varese. In autunno è dovuta a due fattori», spiega Paolo Valisa del Centro geofisico prealpino. «In primo luogo il fenomeno è certamente dovuto alla temperatura ancora molto alta dell’acqua del lago di Varese che favorisce l’evaporazione durante la notte». Poi, spiega l’esperto, «le notti si allungano, e quando il cielo è sereno l’aria stagnante entro la conca del lago ha tempo di raffreddarsi, provocando la condensa del vapore che evapora dallo specchio d’acqua».
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