Varese
“La terra rossa e la via dell’acqua”: allo Spazio Acli di Varese le fotografie dall’Uganda di Giuseppe Bottelli
Giovedìm 26 febbraio una serata allo Spazio Polifunzionale Acli di via Speri della Chiesa Jemoli per scoprire volti, cammini quotidiani e storie di dignità attraverso lo sguardo del fotografo varesino
Un viaggio tra volti, polvere e acqua, dove la fotografia diventa racconto e occasione di incontro. Giovedì 26 febbraio alle 21 allo Spazio Polifunzionale Acli di via Speri della Chiesa Jemoli 9 a Varese, il fotografo Giuseppe Bottelli presenta “La terra rossa e la via dell’acqua”, una serata di immagini e testimonianze dedicate all’Uganda.
L’appuntamento propone un percorso per immagini che affonda nella quotidianità di una terra segnata dalla fatica ma anche da una dignità silenziosa. La “terra rossa” è quella che bambini e donne percorrono ogni giorno trasportando ciò che è essenziale: taniche d’acqua, cibo, piccoli carichi di sopravvivenza. Sulla testa, tra le mani o legati a una bicicletta, lungo sentieri che collegano fiumi, pozzi e capanne.
Per molte famiglie, la giornata inizia e si conclude così, nel gesto ripetuto del camminare per garantire l’acqua. Un movimento continuo che diventa parte della vita stessa.
Dentro questo paesaggio di bisogno emergono quelli che Bottelli definisce “luoghi di speranza”. Presenze discrete ma concrete, realtà capaci di offrire sostegno e respiro in un contesto dove le necessità sono tante. Piccoli punti di luce che incidono nel quotidiano e aprono spazi di possibilità.
Le immagini di Bottelli non cercano l’effetto spettacolare, ma l’incontro. Gli sguardi ritratti non chiedono nulla, pur raccontando bisogni profondi. Nella fatica di braccia ancora fragili e sotto un sole che non concede tregua, resta un sorriso appena accennato ma tenace. Uno sguardo che conserva luce anche nella polvere.
Giuseppe Bottelli, varesino classe 1958, fotografa da sempre. Solo negli ultimi anni ha intrapreso un percorso più consapevole, trasformando la passione in uno strumento di ricerca personale. Non ama il singolo scatto isolato, ma il racconto costruito nel tempo, capace di rivelare la bellezza nascosta nella quotidianità.
Ama citare una frase di Leonard Cohen: «C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce». È proprio in quella crepa, nella fragilità e nella realtà più semplice, che si inserisce il suo obiettivo.
La serata del 26 febbraio sarà un’occasione per fermarsi e guardare. L’Uganda, attraverso le fotografie e le parole di Bottelli, diventa più vicina, invitando il pubblico a lasciarsi interrogare da storie che parlano di fatica ma anche di speranza.
Ingresso libero e gratuito.

